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8 novembre 2007 - Contributo


Salve a tutt* Prima di ogni cosa vogliamo confermare la nostra partecipazione alla riunione di Bologna ed in riscontro alla richiesta dell'ultima mail di Mancuso comunichiamo la presenza di almeno 8 persone (anche per il buffet!). Allo stesso tempo ci preme anticipare per iscritto quelli che saranno i temi ed i contenuti del nostro intervento soprattutto per coloro che, per scelta o per altre svariate ragioni, saranno impossibilitati ad intervenire. Andremo a sviluppare i vari punti, mantenendo l'ottimo schema proposto dal Circolo Maurice di Torino.
IL MOVIMENTO
Lo stato di salute del Movimento può essere determinato semplicemente valutando le modalità con le quali è stato convocato questo incontro e le numerose e autorevoli assenze, giustificate a nostro avviso da ottime argomentazioni. Ci riferiamo in particolar modo alla breve nota di ArticoloTre, i cui numerosi suggerimenti e contributi nel corso di questi mesi sono stati praticamente ignorati, al documento del citato Circolo Maurice, alla comunicazione del Coordinamento FacciamoBreccia ed alla condivisibile riflessione proposta da Guido Allegrezza. Modalità, dunque, nell'organizzare nei tempi e nei contenuti (quali?) questo incontro lasciano molto a desiderare in quanto a democrazia e condivisione/discussione degli argomenti mano a mano proposti. La realtà è che coloro che erano stati preposti a coordinare il Pride di Roma, e solo quello, hanno ritenuto di dover rappresentare ed essere guida di un intero Movimento senza che, questa volta, ne siano stati investiti da chicchessia.
Costoro non hanno semplicemente riempito un "vuoto di potere" (passateci questa espressione!) ed una carenza propositiva di altre realtà, ma hanno più che altro tentato di portare avanti un progetto, tra l'altro privo di contenuti e di consenso, che a tuttora non riusciamo a comprendere. Da qui la nostra scelta di partecipare: capire! E non ci sembra poco. Stiamo parlando, dunque, di un Movimento che attualmente non esiste. Chi si illude di esserne guida sappia che se volge lo sguardo indietro constaterà un drammatico vuoto. NON pensiamo che l'incontro di Bologna possa ricreare e ristabilire un'aggregazione; in nessun contesto un Movimento è stato creato o ricreato dall'alto: un Movimento c'è o non c'è e solo le singole realtà territoriali possono fare in modo che esista, ma solo dopo un percorso partecipato e condiviso. Riteniamo che sia fondamentale partire dalle singole realtà, confrontare le esperienze, condividere gli obbiettivi e decidere insieme una strategia di lotta che porti all'ottenimento di tutte le istanze. Va benissimo ripartire dai principi di PARITA', DIGNITA' E LAICITA' del Pride di Roma. Sappiamo che il cammino è difficile ed è per questa ragione che dobbiamo abbandonare il "vecchio" per affrontare con coraggio e serenità un "nuovo" percorso, questa volta senza tentazioni egemoniche, nella massima trasparenza e con modalità finalmente democratiche.
LE FORME DI MOBILITAZIONE
Il Pride non può e non deve rappresentare l'UNICO momento di mobilitazione. Il Pride DEVE rappresentare una grande festa ed una grande manifestazione partecipata che coroni un anno di lavoro e di attività, non l'UNICA mobilitazione in agenda! Basta con tutte le discussioni su dove e come organizzare il prossimo Pride che a volte si trascinano per mesi! E' necessario trovare nuove forme di mobilitazioni, una mobilitazione continua. Certo, ci rendiamo conto che non è facile aggregare le persone: questo è certo per tutti i settori discriminati, emarginati e senza diritti. Tuttavia dobbiamo provare a lavorare insieme e trovare forme di mobilitazione, manifestazione ed anche di disobbedienza civile (seria, altro che strappare le tessere di partito o scioperi fiscali!). Solo insieme possiamo farcela!
LA POLITICA ED I RAPPORTI CON I PARTITI
Il panorama politico italiano, e non siamo gli unici a dirlo, è assolutamente squallido e disarmante. Le speranze riposte in un governo di centrosinistra e la delusione che ne è seguita (non solo da parte dell'universo GLBTQ ma di tutti quei settori disagiati della società che speravano in un cambiamento che, di fatto, non si è verificato) stanno a dimostrare che certe strategie sono inesorabilmente ed inevitabilmente perdenti. Partiti e Movimento devono essere due cose separate. La commistione con partiti che hanno (finto) di mostrare interesse per le istanze GLBTQ è stata una strategia perdente e sotto certi aspetti drammatica. Il Movimento deve essere libero in ogni momento di agire e di portare avanti le proprie rivendicazioni senza alcun compromesso. Siamo stufi di sentirci dire che l'unico ostacolo al riconoscimento dei nostri diritti è la presenza di Papa e Vaticano sul territorio italiano! Il peso della Chiesa lo avvertiamo quotidianamente ma non è l'unica ragione che ingessa la politica italiana su posizioni conservatrici. La verità è che nel nostro Paese non abbiamo un solo leader politico che abbia le palle di prendere una posizione chiara, netta ed inequivocabile e che, una volta ottenuiti i consensi, sappia essere coerente con il proprio pensiero ed i propri obiettivi. Si parla di antipolitica. Noi preferiamo parlare di anti-politici che fanno del loro mandato una professione a vita, una postazione dalla quale gestire "un potere" e dispensare favori al miglior offerente. Le nostre vite non sono merci di scambio ed i nostri diritti devono essere pretesi e non elemosinati. Nessuna cambiale in bianco, dunque, a nessun partito ed a nessun leader: solo un riconoscimento a "cose fatte"! Se non modifichiamo il nostro modo di vedere e vivere la politica - che è bel altra cosa dai partiti - non abbiamo speranza di veder riconosciuti i nostri diritti. GLI OBIETTIVI
Gli obiettivi a nostro avviso, già illustrati nei vari punti, sono:
- ricreare un dialogo tra le varie realtà GLBTQ e disegnare percorsi condivisi con incontri periodici
- partire dal proprio territorio e dalle singole esperienze per formulare strategie comuni
- creare momenti di mobilitazione nazionale che vadano "oltre" il Pride
- essere autonomi dai partiti
- attivare "campagne" comuni di informazione e sensibilizzazione sulle nostre istanze
- maggior coinvolgimento delle persone GLBTQ nelle attività, non solo ed esclusivamente ludiche
- uscire dalla stagnazione provocata da una mentalità e da strategie superate o inequivocabilmente non efficaci

Jonathan - Diritti in movimento