Le componenti dell'identitÓ sessuale

Contemporaneamente ai mutamenti nella visione dell'omosessualitÓ e ad altre trasformazioni socio-culturali nel rapporto tra i sessi, nella seconda metÓ del secolo un nuovo costrutto, quello di "identitÓ sessuale", Ŕ diventato oggetto della riflessione psicosessuologica. Essa descrive la dimensione soggettiva del proprio essere sessuati e, come sostiene Rifelli (1998), risponde ad una esigenza di classificazione e stabilitÓ anche se contiene elementi di incertezza, imprevedibilitÓ essendo l'esito di un processo di costruzione influenzato dalla complessa interazione tra aspetti biologici, educativi e culturali.
Le attuali teorie della sessuologia, in una prospettiva biopsicosociale, considerano l'identitÓ sessuale un costrutto multidimensionale costituito da quattro distinte componenti, descritte nella seguente tabella.
Il sesso biologico
Il sesso biologico Ŕ definito dai cromosomi sessuali e stabilisce l'appartenenza al sesso maschile e al sesso femminile.
L'identitÓ di genere
L'identitÓ di genere Ŕ invece la convinzione individuale di base di essere un maschio o una femmina (Money e Tucker, 1980). Essa si definisce in un periodo che va dalla nascita fino ai tre anni di etÓ, giÓ presente generalmente quando il bambino o la bambina inizia a parlare. Il processo in base al quale un ragazzo si percepisce come maschio e una ragazza si percepisce come femmina Ŕ influenzato sia dalle predisposizioni biologiche che dall'apprendimento sociale.
L'identificazione primaria di genere Ŕ quasi sempre contingente con il proprio sesso biologico anche se, occasionalmente, vi sono ragazzi che crescono con la convinzione di essere femmine e ragazze che crescono con la convinzione di essere maschi.
Il ruolo di genere
Il ruolo di genere (o ruolo sessuale) costituisce un insieme di caratteristiche culturalmente associate agli uomini e alle donne. Sulla base delle norme culturali, ci si aspetta che gli individui si comportino in modi socialmente consoni con il loro sesso biologico, cioÚ, che i maschi agiscano in modi percepiti come mascolini e le femmine in modi percepiti come femminili. L'insieme di caratteristiche che definiscono ci˛ che Ŕ appropriato per un maschio e ci˛ che Ŕ appropriato per una femmina Ŕ frutto di un insieme di comportamenti e aspetti, alcuni riguardano l'apparenza fisica, i gesti, la personalitÓ.
Ogni comportamento Ŕ quindi "tipicizzato" per genere e le culture e le societÓ definiscono (e cambiano) i criteri di appropriatezza. Nella nostra societÓ, una donna grassa, una donna con scarsa igiene personale, una donna che beve alcol o usa un linguaggio scurrile Ŕ probabilmente percepita come meno femminile di altre donne; analogamente, un uomo che gesticola eccessivamente, un uomo appassionato di moda o un uomo insicuro Ŕ probabilmente percepito come meno virile di altri uomini. Gli esempi a questo proposito potrebbero essere infiniti.
La formazione del ruolo di genere avviene abitualmente in un periodo che va dai tre ai sette anni.
L'orientamento sessuale
L'orientamento sessuale Ŕ definito come l'attrazione fisica ed affettiva per persone di sesso diverso, persone dello stesso sesso o entrambi. La maggior parte degli studiosi ha pi¨ volte messo in evidenza la molteplicitÓ degli aspetti che vanno a costituire l'orientamento sessuale. Una prima distinzione Ŕ tra orientamento sessuale, inteso come insieme di sensazioni e preferenze, e comportamento sessuale, per descrivere pratiche e atti sessuali. E' un dato certamente appurato che le persone che hanno rapporti di natura sessuale, occasionali o continuativi, con una persona dello stesso sesso sono molte di pi¨ delle persone che si definiscono omosessuali.
Inoltre, la stessa definizione di orientamento sessuale comprende due aspetti, quello affettivo e quello erotico. Anche se nella maggior parte dei casi sono diretti verso la medesima direzione, Ŕ possibile trovare dei "pattern" di responsivitÓ che scindono l'aspetto romantico da quello erotico, ovvero persone che si innamorano prevalentemente per i membri di un sesso ma si sentono pi¨ attratti eroticamente con quelli dell'altro sesso.
Anche la partecipazione sociale al proprio gruppo di riferimento si aggiunge come componente identitaria distinta e non sovrapponibile: una donna pu˛ sentirsi e autodefinirsi "lesbica" sulla base non solo della sua esperienza affettiva (mi innamoro di donne) o sessuale ( ho rapporti sessuali con donne) ma anche sulla base di un coinvolgimento pi¨ collettivo (mi sento parte della comunitÓ lesbica). E anche in questo caso, troviamo persone che hanno un partner dello stesso sesso ma non si sentono coinvolti con il "gruppo omosessuale" e, paradossalmente, ci sono persone bisessuali occasionalmente attratte da persone dell'altro sesso che "non lo dicono" per rimanere parte della comunitÓ gay e lesbica.
Termini come "gay" o "lesbica", che si riferiscono primariamente a identitÓ e sottoculture sviluppatesi negli ultimi due secoli, dovrebbero venire distinti dal comportamento sessuale. E' per questo che nel linguaggio psicologico sarebbe pi¨ appropriato evitare espressioni come "fantasie sessuali gay" o "rapporti sessuali lesbici" e preferire espressioni come "fantasie o rapporti sessuali con uomini/donne o con persone dello stesso sesso".
In definitiva, possiamo paragonare l'orientamento sessuale allo spettro dei colori di un arcobaleno che varia in gradi, diversitÓ e intensitÓ. In una prospettiva multidimensionale, l'orientamento sessuale Ŕ costituito da una molteplicitÓ di componenti:
l'identificazione di sÚ, il comportamento, le fantasie, il coinvolgimento affettivo, l'attuale stato relazionale. Queste possono anche non andare nella medesima direzione e subire mutamenti nel corso del tempo. Ogni individuo sviluppa una sua unica e personalizzata "organizzazione" delle attrazioni erotiche ed affettive, delle fantasie e delle attivitÓ sessuali, unica come il timbro di voce o l'impronta digitale.