Omosessualità: patologia psichiatrica

Fino dagli inizi del secolo il paradigma predominante nell'ambiente scientifico era che l'omosessualità fosse una patologia psichiatrica (invertiti, sessualmente pervertiti, incidente biologico). Da qui si è innescato un circolo vizioso : da una parte il pregiudizio sociale ha condizionato la ricerca scientifica e dall'altra la intolleranza diffusa a tutti i livelli sociali trovava conforto nelle teorie scientifiche.
Per cui nel tempo l'omosessualità è diventata:
- un fenomeno teologico sociale: un peccato;
- un fenomeno medico psicologico: una malattia mentale;
- un problema legale: un crimine.
(Falco: psycoterapy whith lesbian clients. Theory in to practice New York: Brunel Mazel, inc.)

Quindi nella pratica clinica l'orientamento era di diagnosi e cura.
Durante l'800 le tecniche utilizzate per curare il soggetto omosessuale e riportarlo all'eterosessualità erano molto coercitive. Per spigare meglio le definiamo:
- Contenimento manicomiale (Westephal,1870)
- Idroterapia e bromuro (Charcot e Magnan, 1882)
- Bromuro, dieta ed esercizi fisici (Kraeplin, 1883)
- Cauterizzazione del clitoride (Lombroso, (1885)
- Ipnoterapia e matrimonio (Shrenc Notzing, 1892)
- Rapporti sessuali con prostitute (Tanzi,1905)

Nel ventesimo secolo, con l'avvento della psicoanalisi e il conseguente progresso della psicologia, si utilizzarono soprattutto tecniche di conversione come:
- Trattamento psicoanalitico
- Elettro-schock
- Somministrazione di droghe nauseabonde
- Terapia ormonale
- Lobotomia (ultimo caso conosciuto in U.S.A. risale al 1951)
- Ricondizionamento masturbatorio
- Training autogeno

Le ipotesi formulate sulle origini dell'omosessualità, soprattutto quelle incentrate sull'omosessualità maschile, sono innumerevoli: alcune hanno considerato i fattori genetici o ormonali, altre l'impatto delle esperienze vissute nella prima infanzia.
È importante sapere che fino dall'inizio del ventesimo secolo e all'interno dei medesimi ambiti scientifici, non tutti erano d'accordo sulla natura patologica dell'omosessualità. Ad esempi Ellis afferma che l'omosessualità è innata e che non è né immorale né patologica. Secondo le teorie freudiane, le persone sono bisessuali fin dalla nascita e diventano omosessuali e eterosessuali come risultato dell'esperienza familiare e sociale.
Gli psicoanalisti successivi a Freud hanno rifiutato questa idea della bisessualità considerandola "pericolosa" e hanno portato avanti l'idea dell'omosessualità come risultato di relazioni patologiche familiari. Le teorie psicoanalitiche sull'omosessualità hanno influenzato profondamente la cultura popolare, anche se raramente sono state sottoposte a una rigorosa verifica empirica e spesso si sono basate sull'osservazione clinica di pazienti in analisi.