29 agosto 2006 - Stati Generali... si riparte


Caro Aurelio,
riprendo il nostro carteggio pubblico interrotto dal Ferragosto e lo mantengo tale, in quanto denso di spunti e di motivi di approfondimento che immagino interessino tanti/e.
Nella tua ultima risposta ho trovato dei punti meritevoli di osservazioni, anche perché avendo tu contestato metodo, forma e sostanza rispetto alla convocazione degli Stati Generali, è giusto approfondire questi aspetti per cercare di superare l'impasse.
Sul metodo, mi sembra di capire che il vero errore imputato ai proponenti dell'incontro del 30 settembre è di avere intessuto rapporti solo con Arcigay e Arcilesbica di Roma: quindi la loro mancata adesione nascerebbe anche da questo. A prescindere dal fatto che le due realtà locali non hanno fatto presente alle altre associazioni romane una necessità gerarchica, sicuramente io non ci ho pensato, non sembrandomi necessario, in presenza di una iniziativa nata da vari dibattiti svolti a Roma, con l'apporto delle due associazioni in questione, seguiti da varie telefonate incrociate.
Leggendo però la tua affermazione che nello specifico i promotori "non hanno intessuto in alcun modo rapporti con Arcigay e Arcilesbica" e avendoci rimproverati su una presunta volontà "d'intervenire dentro le dinamiche di una associazione", risulta che i rapporti palesemente esistiti, non erano in realtà svolti con chi era legittimato a decidere. Se questa è la regola, per me va benissimo, dato che non si contestano le regole interne altrui, ma le si accettano con rispetto e senza alcuna ironia o ipocrisia. Per evitare però futuri malintesi, né da creare né da subire, il Mario Mieli intesserà rapporti con qualsiasi realtà Arcigay e Arcilesbica cittadine soltanto per iniziative di carattere locale, dove l'autonomia è più individuabile. Interpreto che un'iniziativa sia locale o nazionale a seconda del coinvolgimento e degli effetti che possa procurare, ed in questo senso è chiaro che gli Stati Generali sono senz'altro di respiro nazionale. Presumo però di aver perpetrato questo errore, in buona fede, anche in altre occasioni. Il Pride di Roma, ad esempio, pur non avendo la qualifica di Pride Nazionale, ha sicuramente effetti e coinvolgimento non limitati a Roma e Provincia, come un qualsiasi sit-in di protesta. E' evidente che, in qualità di organizzatori del Pride romano, abbiamo fatto uno sbaglio, in tutti questi anni, a coinvolgere Arcigay e Arcilesbica Roma per esempio nella stesura del documento politico, mentre sarebbe stato giusto rivolgersi loro più propriamente per gli aspetti tecnici o le singole iniziative "territoriali". Questo spiegherebbe anche il perché di certe discrasie avvenute. Non accadrà più. Con i ragazzi e le ragazze "Arci" di Roma il Mario Mieli intesse un buon rapporto, che di sicuro continuerà, ma nel preciso rispetto delle vostre modalità di rappresentanza; lo stesso accadrà con tutte le altre realtà Arci.
Immagino che per queste regole debba valere però la norma della reciprocità. Per esempio dinanzi a una piattaforma del movimento lgbt, di chiara rilevanza italiana, formulata da Arcigay nazionale, ci si sarebbe aspettati un coinvolgimento nella stesura o un confronto sul profondo substrato politico, non la mera richiesta di adesione finale, come è avvenuto la scorsa primavera per noi del Mieli e per tutte le realtà fuori da quelle firmatarie. Non si è trattato di una PROPOSTA PER il movimento, ma di un PROGRAMMA DEL movimento (nonostante la buona volontà dei "torinesi" nel far modificare, successivamente alla stesura, la particella grammaticale). Questo non per polemica, ma proprio per quelle modalità di confronto dentro il movimento che anche tu auspichi, e per la faccenda della reciprocità.
Quanto alle regole da te paventate per determinare sedi e modalità dei prossimi pride nazionali, non essendo state esplicitate, attendo di conoscerle, altrimenti mi è impossibile anche eventualmente condividerle. Se nell'incontro di Stati Generali si è proposto di confrontarci anche sul/i Pride del 2007 è perché trattasi di argomento "nazionale" meritevole di scambio di proposte e opinioni, viste soprattutto le molteplici osservazioni in merito che girano ovunque, ma anche l'eco non intellegibile di tamburi lontani e pare controversi che giungono da Bologna.
Una precisazione di rilievo: finora ho sempre citato insieme Arcigay e Arcilesbica perché nelle tue ultime lettere parli a nome di tutte e due le realtà; solo per questo motivo mi rivolgo a te e non alle compagne di Arcilesbica, e solo per questa ragione interpreto le posizioni come comuni.
Sulla forma e sostanza. Accolgo infine le tue obiezioni circa il rischio che questo incontro sugli Stati Generali rischi di concludersi con un nulla di fatto, in assenza di un'articolazione su temi, modalità e tempi dell'incontro stesso. Tale preoccupazione, del resto, ci è giunta anche da altre realtà, mentre altre ancora hanno apprezzato l'invito nella sua forma aperta e non precostituita. Non essendo però giunti suggerimenti nonostante quel legittimo dubbio, ci permettiamo di offrire una soluzione. Chi aderisce potrebbe contestualmente indicare tre o quattro temi rilevanti per una discussione collettiva. Le proposte pervenute entro il termine, ad esempio del 15 settembre, potrebbero essere assemblate in un testo basato sul "consenso" aggregato sui singoli temi, e per una semplificazione dei tempi di svolgimento. Successivamente il testo verrebbe presentato a tutte le realtà come programma dell'incontro sui cui raccogliere, ad esempio nei successivi 10 giorni, le adesioni finali. In tal modo l'incontro con temi condivisi potrebbe svolgersi il 30 settembre oppure, con uno slittamento di qualche giorno, sabato 7 ottobre, sempre a Roma.
Il termine non deve suonare come perentorio ma deve essere incastrato tra la manifestazione di Catania del 16 settembre e la tre giorni veronese "Layca" che si terrà dal 19 al 21 ottobre.
Sono molto ottimista sulla possibilità di trovare una sintesi sulle tematiche che ciascuno di noi ha messo a fuoco ultimamente e che si vogliono confrontare; del resto l'invito parla di "una riflessione per interrogarsi sulle posizioni politiche emerse nel 2006, per un sincero e costruttivo confronto", e "di riflessione sui contenuti politici che il movimento vuole porsi in maniera unitaria" (CIOE' SE VUOLE E CHI VUOLE!).
Se non si comincia non si va avanti... Se si comincia e qualcosa si concretizzasse, sarebbe già un successo. Se servisse solo a conoscersi meglio, magari con nuovi scambi fra le varie associazioni, sarebbe un enorme successo. Se non servisse a nulla, ma data la carne a fuoco ne dubito, ci sarebbero comunque nuove occasioni. Del resto in Sicilia (con alcuni comitati provinciali Arcigay) il 28 settembre ci sarà un'iniziativa analoga "siciliana". Arcigay Toscana ci ha raccontato di una idea analoga per un futuro incontro "toscano". A me tutto questo dice molto...
Rinnovo l'invito dunque, e sono certa d'interpretare con questo i "desiderata" degli altri promotori. Ho letto, da un'altra tua e-mail che gira, che per ora l'intenzione delle segreterie nazionali di Arcigay e Arcilesbica è quella di non aderire, ma semmai di formare una delegazione di osservatori; siccome non è ufficiale la prendo per ora come una idea, speranzosa che venga modificata. Anche perché in un incontro di confronto e discussione un "osservatore" interessato, perché coinvolto come tutti gli altri, che cosa è? Certo non potrebbe fare il cronista estraneo, perché non lo è; rimarrebbe muto o darebbe il suo apporto di idee (dunque di confronto)? Mi viene in mente "Lo scrutatore non votante" di Samuele Bersani come esempio di contraddizione in termini.
Comunque, ripeto, ognuno scelga se e come venire, ribadendo che "riflessioni, interrogarsi e confonto" non vuol dire spoosarsi e nemmeno la conta di scelte vincolanti. Spero di avere apportato dei chiarimenti e delle maggiori indicazioni su questi ormai già famosi "Stati Generali". A te Aurelio mando ancora un invito a rivedere le tue preoccupazioni e a essere presente con la tua associazione; per quanto riguarda i vari Comitati Provinciali l'invito spedito loro non è un mancato rispetto di rappresentanza... le vostre regole sono per l'appunto le vostre, ma chi Arcigay non è deve far circolare le notizie e gli inviti fra tutti. Un saluto "generale".

Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli
La Presidente Rossana Praitano