30 agosto 2006 - Nuova replica di Aurelio Mancuso


Cara Rossana,
le mie personali riflessioni sulla convocazione degli Stati Generali, credo abbiano avuto per lo meno il merito di evidenziare vistose insufficienze nella costruzione di questo appuntamento. Rimango dell'idea, che mancano i presupposti teorici ed organizzativi affinché questa iniziativa serva davvero a mettere intorno un tavolo la molteplicità delle realtà lgbt italiane, in modo costruttivo e finalmente libero da incrostazioni.
Per quanto riguarda le modalità di partecipazione di Arcigay agli Stati Generali, la decisione verrà assunta nelle forme e nei modi previsti dalle regole democratiche interne e, a queste mi atterrò come sempre è accaduto. Il riferimento che fai alla mia circolare interna, che non era certamente coperta da segreto di Stato, risulta un po' fastidioso, perché inrtende, probabilmente involontariamente, evidenziare che vi siano dissensi interni in Arcigay rispetto alla linea fin quì adottata dalla Segreteria nazionale.
E' probabile che ve ne siano, anche se ad oggi non si sono esplicitati, comunque li ritengo uno dei beni più preziosi di Arcigay, associazione che storicamente fa del suo ricco ed articolato confronto interno uno dei tratti fondanti dell'agire collettivo.
Per quanto riguarda i rapporti "gerarchici" tra il Circolo Mario Mieli ed Arcigay, sappiamo tutt* che la vostra esperienza e storia travalicano l'ambito locale. Per usare un termine usato in altri campi il Mario Mieli è sicuramente un soggetto di "interesse nazionale", che da sempre intrattiene rapporti alla pari con Arcigay ed altri soggetti nazionali del movimento. Chi conosce la storia del movimento sa che vi è stato un periodo che il rapporto tra Mieli ed Arcigay era così stretto che un rappresentante del Circolo partecipava alle riunioni della Segreteria nazionale. C'è poi inoltre da chiarire, che molti nostri Comitati Territoriali (ex Circoli) da sempre in modo autonomo hanno costruito rapporti, iniziative, progetti politici, con il Mieli ed altre realtà del movimento.
Noi siamo una rete nazionale formata da autonomie territoriali, quindi, non vi è alcuna necessità (e sarebbe ridicolo) per i grandi Comitati, come per i piccoli, di dover passare attraverso il filtro nazionale per poter scegliere se partecipare ad iniziative, incontri, ecc. Questo vale tanto di più per il Comitato Arcigay di Roma, con cui c'è una completa assonanza di vedute, e il cui importante ruolo svolto negli ultimi anni nella Capitale, ha permesso alla nostra associazione di costruire un originale ruolo politico ed organizzativo.
La questione è, quindi, un'altra e attiene alla presa d'atto da parte di soggetti esterni, che Arcigay quando si tratta di questioni di rilevanza nazionale si muove con le proprie regole e con le prassi consolidate da oltre ventanni di esperienza collettiva. Questo metodo è frutto di un percorso storico, che è inutile in questa sede rammentare, che rappresenta a mio avviso uno degli elementi di solidità utile a tutto il movimento.
Si tratta oggi di ben 40 realtà territoriali politiche, che si riconoscono in una comune struttura nazionale, dove insieme elaborano percorsi, linea politica, prese di posizione sui vari temi in campo. In modo democratico e alla luce del sole eleggono propri rappresentanti nazionali, che assumono decisioni e svolgono ruoli di rappresentanza.
Se finalmente si prenderà atto della realtà, i rapporti di reciproco rispetto e di condivisione saranno naturalmente più agevoli e, si potranno superare fraintendimenti. Infine, sulle proposte da te avanzate, rispetto ad alcuni aggiustamenti organizzativi e politici degli Stati Generali, sicuramente il nostro Presidente nazionale, dopo una verifica interna, si farà latore dell'orientamento emerso in Arcigay.
Un caro saluto

Aurelio Mancuso
Segretario Nazionale Arcigay