GLBTT contro l'art. 18
Un certo numero di associazioni GLBTT (gay e lesbiche, bisessuali, transessuali e transgender) ha
steso un appello, pubblicato di recente, a votare Sì all'estensione dell'articolo 18. Jonathan è da
poco associazione e non ha avuto il tempo di approfondire l'argomento con l'attenzione che merita e
quindi non può dare un'indicazione di voto. Però ci è sembrato significativo che tante associazioni
GLBTT firmassero quell'appello. È la prova (se qualcuno ha ancora bisogno di prove...) che le persone
GLBTT non sono corpi estranei alla società. Pensano, discutono, partecipano, decidono su cose e temi
che riguardano tutti. Per questo Jonathan ha deciso di pubblicarlo."Se il tuo capo può licenziarti
in qualsiasi momento e senza una giusta causa, come puoi rivendicare altri diritti ed essere
rispettato per le tue scelte di vita? I lavoratori e le lavoratrici non hanno uguali diritti: per
condizioni oggettive che attengono il mercato del lavoro, ma anche per scelte e condizioni personali
che riguardano le culture, il genere, l' orientamento sessuale, il paese di provenienza. Le ideologie
razziste e sessiste oggi ispirate al neoliberismo privano donne e uomini di diritti fondamentali.
I pregiudizi verso le persone omosessuali e transessuali alimentano ancora discriminazioni, mobbing,
emarginazioni, violenze psicologiche, molestie nel mondo del lavoro. La direttiva europea 78/2000 e
il referendum per l'estensione dell'articolo 18 rappresentano insieme, un'importante occasione per
estendere tutele e garanzie a tutti coloro che oggi subiscono discriminazione. Estendere i diritti
del lavoro, renderli davvero universali, è un fatto di civiltà. Siccome non c'è pace senza giustizia,
noi crediamo che il No alla guerra globale sia fortemente legato ad una necessaria alternativa al
modello neoliberista che la genera, producendo sul fronte interno, lo smantellamento di diritti
fondamentali, a partire dal diritto a non essere licenziati senza "giusta causa".
Noi vogliamo concorrere alla costruzione i una diversa cittadinanza per uomini e donne, contrapposta al processo di precarizzazione che ha pervaso il sistema di garanzie e di tutele esistente, creando sempre più profonde disuguaglianze e esclusioni.
L'estensione dell'articolo 18 è una tutela immediata per Tutti 1 e le lavoratrici e i lavoratori dipendenti e apre la strada all'estensione dei diritti anche per il lavoro atipico e precario che dilaga fra le donne e i giovani.
La vittoria del Sì contribuirebbe fortemente ad aprire una nuova stagione per l'affermazione dei diritti di cittadinanza, sociali e civili di tutti, nativi e migranti.
La vittoria del Sì determinerebbe nei fatti la prima sconfitta del governo Berlusconi, un primo stop alle politiche neoliberiste e di smantellamento dello stato sociale. Per i movimenti un avanzamento nel segno dell'alternativa e della trasformazione sociale.
Noi che ci battiamo per un altro mondo possibile, rivendichiamo una indivisibilità dei diritti sociali e civili. Per queste ragioni aderiamo alla campagna per il Sì, impegnandoci per la vittoria del referendum nelle città dove siamo presenti".
Firmano l'appello: Agedo - Associazione nazionale genitori di omosessuali, Ali - Alternativa lesbica italiana, Antagonismogay di Bologna, Arcigay Il Cassero di Bologna, ArciLesbica Nazionale, Associazione Altroquando di Palermo, Associazione Arcinuovagay di Cesena, Associazione culturale Youkali di Bologna, Associazione Crisalide, ArciTrans, Bari Pride 2003, Circolo Pink di Verona, Circolo Arcigay-Arcilesbica "Omphalos" di Perugia, Circolo Arcigay e ArciLesbica "Circomassimo" di Ferrara, Circolo ArciLesbica di Bologna, Circolo ArciLesbica Lady Oscar di Palermo, Circolo ArciLesbica di Roma, Circolo ArciLesbica di Trento, Circolo ArciLesbica Zami di Milano, Circolo Mario Mieli di Roma, Di'Gay Project Onlus, Fuoricampo Italian Lesbian Group, GayRoma, Glo - Gruppo di Liberazione Omosessuale, Mit - Movimento italiano transessuali, Mos - Movimento omosessuale sardo e inoltre Maria Gigliola Toniollo (CGIL nazionale, ufficio Nuovi diritti), Mirella Izzo (CGIL Genova, ufficio Nuovi diritti), Delia Vaccarello (giornalista e scrittrice), Giovanni Dall'Orto (direttore di Pride), Eleonora DaII'Ovo (Radio Popolare Milano), Gabriella Romano (regista), Massimo Consoli (scrittore), Imma Battaglia, Michele Bellomo (portavoce Bari Pride), Helena Velena, Vladimir Luxuria, Titti De Simone (parlamentare PRC), Nichi Vendola (parlamentare PRC).
Noi vogliamo concorrere alla costruzione i una diversa cittadinanza per uomini e donne, contrapposta al processo di precarizzazione che ha pervaso il sistema di garanzie e di tutele esistente, creando sempre più profonde disuguaglianze e esclusioni.
L'estensione dell'articolo 18 è una tutela immediata per Tutti 1 e le lavoratrici e i lavoratori dipendenti e apre la strada all'estensione dei diritti anche per il lavoro atipico e precario che dilaga fra le donne e i giovani.
La vittoria del Sì contribuirebbe fortemente ad aprire una nuova stagione per l'affermazione dei diritti di cittadinanza, sociali e civili di tutti, nativi e migranti.
La vittoria del Sì determinerebbe nei fatti la prima sconfitta del governo Berlusconi, un primo stop alle politiche neoliberiste e di smantellamento dello stato sociale. Per i movimenti un avanzamento nel segno dell'alternativa e della trasformazione sociale.
Noi che ci battiamo per un altro mondo possibile, rivendichiamo una indivisibilità dei diritti sociali e civili. Per queste ragioni aderiamo alla campagna per il Sì, impegnandoci per la vittoria del referendum nelle città dove siamo presenti".
Firmano l'appello: Agedo - Associazione nazionale genitori di omosessuali, Ali - Alternativa lesbica italiana, Antagonismogay di Bologna, Arcigay Il Cassero di Bologna, ArciLesbica Nazionale, Associazione Altroquando di Palermo, Associazione Arcinuovagay di Cesena, Associazione culturale Youkali di Bologna, Associazione Crisalide, ArciTrans, Bari Pride 2003, Circolo Pink di Verona, Circolo Arcigay-Arcilesbica "Omphalos" di Perugia, Circolo Arcigay e ArciLesbica "Circomassimo" di Ferrara, Circolo ArciLesbica di Bologna, Circolo ArciLesbica Lady Oscar di Palermo, Circolo ArciLesbica di Roma, Circolo ArciLesbica di Trento, Circolo ArciLesbica Zami di Milano, Circolo Mario Mieli di Roma, Di'Gay Project Onlus, Fuoricampo Italian Lesbian Group, GayRoma, Glo - Gruppo di Liberazione Omosessuale, Mit - Movimento italiano transessuali, Mos - Movimento omosessuale sardo e inoltre Maria Gigliola Toniollo (CGIL nazionale, ufficio Nuovi diritti), Mirella Izzo (CGIL Genova, ufficio Nuovi diritti), Delia Vaccarello (giornalista e scrittrice), Giovanni Dall'Orto (direttore di Pride), Eleonora DaII'Ovo (Radio Popolare Milano), Gabriella Romano (regista), Massimo Consoli (scrittore), Imma Battaglia, Michele Bellomo (portavoce Bari Pride), Helena Velena, Vladimir Luxuria, Titti De Simone (parlamentare PRC), Nichi Vendola (parlamentare PRC).
