Ottobre 2003

La maschera andò in frantumi

La canzone di Britti è sicuramente quella che meglio descrive la mia attuale condizione.
Oggi ho 28 anni, ma per 25 ho portato una vera e propria maschera, che in parte avevo scelto io, sebbene inconsapevolmente, in parte me l'avevano attribuita gli altri senza neanche chiedermi cosa ne pensassi. E non era solo una questione legata agli orientamenti sessuali: io dovevo essere il figlio perfetto, il primo della classe, quello che non dava mai problemi, quello che non faceva colpi di testa!
Credo che poi, nella vita di ognuno di noi, accada un qualcosa o si incontri qualcuno che ci induce ad una riflessione e ci pone di fronte ad un bivio. Nel mio caso è stata una ragazza che per sua sfortuna confessò di essersi innamorata di me. Questa ammissione suscitò nel mio intimo un insieme di emozioni fortemente contrastanti: mi trovai certamente in grande difficoltà, anche se non posso negare che per un momento ho voluto anch'io innamorarmi di lei, per un momento ci ho voluto davvero provare, in ogni modo: "perché non posso anch'io avere una vita normale? perché non posso innamorarmi di una ragazza, stringerle la mano e darle un bacio davanti a tutti senza sentirmi in colpa?".
Questi erano i pensieri che in quel periodo mi tormentavano. Tuttavia la mia coscienza, chiamiamola così, mi ha impedito di fare un simile passo avventato: non potevo trascinare nei miei casini un'altra persona, soprattutto una persona che diceva di volermi bene. A quel punto, però, questa ragazza senza volerlo mi aveva spogliato di tutte quelle certezze che mi avevano tranquillizzato per 25 anni; la maschera che avevo portato fino ad allora era andata, ahimè, completamente in frantumi e non potevo in alcun modo ricomporla. Mi sono trovato, appunto, a fare una scelta che forse da solo non avrei fatto: non potevo più riavere la mia finta ma rassicurante esistenza e così ho trovato più facile fare i conti con la mia omosessualità che continuare a fingere con me e con gli altri, finzione che peraltro stava pregiudicando ciò che di bello comunque avevo: i rapporti con la mia famiglia, con gli amici, la gioia di vivere e divertirmi. A 25 anni, quindi, senza paura di esagerare, posso dire di essere nato una seconda volta: ho iniziato a cambiare tutto ciò che di me non mi piaceva e che non sentivo mio, non solo interiormente ma anche esteriormente. Ho iniziato a curare il mio aspetto, mi sono iscritto in palestra, ho iniziato pian piano a parlare del mio status con i miei amici più cari fino ad arrivare ai miei genitori e a mio fratello.
È stato un percorso ad ostacoli, sicuramente non facile ed ancora da completare, però ora sono contento di quello che sono... OGGI SONO DAVVERO IO.
Non so se la mia esperienza può essere di aiuto per qualcuno, ma mi piace pensare che almeno può essere un'occasione di confronto per chi, più o meno, sta vivendo un'analoga situazione. L'unica cosa che voglio dire a questa persona è di tirar fuori ciò che realmente sente di essere, senza troppa paura dei giudizi degli altri: tanto chi ci ama veramente sarà comunque dalla nostra parte, chiunque noi siamo e qualsiasi orientamento sessuale abbiamo; in quanto agli altri, sinceramente me ne sono sempre fregato poiché qualsiasi cosa facciamo sono sempre pronti a criticare e ad attaccare, quindi non vale la pena assecondarli e vivere la vita che loro suggeriscono, perché tanto non saranno comunque contenti... almeno cerchiamo di essere contenti noi e di scegliere liberamente di vivere come vogliamo, anche perché non c'è una seconda possibilità!

Graziano