Dicembre 2003

Potrei provare a sognare

Spesso cerco di farlo. Se solo il tempo e lo spazio mi saranno complici, ci proverò. Sognare vuol dire aprire la propria mente, far volare i pensieri. Si, sognare vuol dire far volare la mente, volare nella vita. Forse sognare vuol dire semplicemente 'vivere'! Sognare è anche guardarsi indietro nel tempo, come i sogni che diventano proiezione di sé nel passato per capirsi meglio ed avere il coraggio di accettarsi. Si. Potrei provare a sognare. Guarderò il bambino che cresceva giocando con le bambole e di cui un sagace amico di famiglia diceva:"Diventerà un dongiovanni o un effeminato!" Guarderò nello specchio i miei occhi di adolescente triste che scrutavano intorno cercando inutilmente altri occhi complici. Guarderò gli occhi dell'adolescente che faceva vivere i suoi sogni nel chiuso delle mura domestiche. L'adolescente che saliva in camera da letto quando la casa, vuota, scivolava nel silenzio. L'adolescente che allora si spogliava e si stendeva sul suo letto immaginando che ci fosse qualcuno a guardarlo, ad ammirarlo, a farlo sognare. Ci si chiede spesso perché si nasce o si diventa omosessuale. Io non so dirlo, ma so che si ha la coscienza di esserlo da sempre, da quando si ha coscienza, da quando la mente ragiona nell'ottica di carpire lo sguardo degli altri per essere guardati, da quando la mente cerca e osserva un corpo che diventa l'oggetto dei propri sogni. E allora è chiaro che non ti senti mancare osservando un seno prominente e gambe lisce e fianche sinuosi, ma che ti senti un colpo allo stomaco quando incontri due occhi scuri incastonati in un ovale con la barba incolta ed i capelli arruffati. E allora diventa tutto difficile: non sai bene cosa dire e come parlare; hai paura di non farti accettare; allora fai finta di essere come gli altri, di inseguire i sogni altrui. E puoi smettere di sognare. Io per anni ho smesso di sognare. Per molti anni, forse troppi. I ragazzi più grandi si prendevano gioco di me, usavano parole che fanno male come pietre. Qualche amica più superficiale mi chiamava "sorellina" e ci rideva su, come fosse un gioco insignificante. E così io ho smesso di sognare. La paura ti fa smettere di sognare, non ti fa vivere nel grande gioco della vita, ti fa solo sopravvivere nella giostra delle apparenze e delle convenzioni sociali.
Non è facile giudicare. Non è facile capire che puoi vivere anche continuando a sognare, che puoi conciliare sogno e realtà. Non è facile rendersene conto quando si è troppo giovani per capire che gli anni passano e che un giorno potrai risvegliarti e accorgerti di aver sbagliato vita. E con gli anni e le cose che succedono non sai se potrai tornare a sperare di riuscire a cambiar pelle, di riuscire ad annullare le finzioni che ormai sono la tua vita. Qualcuno ci prova. Qualcuno ci riesce. L'importante, forse, è trovare due occhi scuri che ti fanno sognare, che ti danno il colpo allo stomaco. Ma tutto questo è un altro sogno, un'altra storia. Tutto questo è la vita che potrà essere quando finalmente capisci che il tempo e lo spazio sono i tuoi, e senti che puoi tornare a volare e a sognare per sempre...

Mario