Giugno 2004

Tacchi a spillo... via!

Come hai inziato la tua avventura di Drag Queen?
...il mio è stato un... AMORE A PRIMA (S)VISTA ?! Non le avevo mai conosciute prima, per lo meno, confondevo travestitismo e arte, per cui non sapevo CHI e COSA erano le DRAG QUEEN; cosa realmente facessero! Le prime avvisaglie? Lo scorso autunno (credo!), quando, in tanti, iniziavano a far circolare voci in giro, del tipo: "PERCHE' NON LO FAI ANCHE TU?" e così fu. Beh... l'avventura continua ancora oggi.
E' facile trasformarsi da ragazzo a Drag Queen?
FACILE ? Non è la parrucca, il trucco fatto in una certa maniera o l'abito fantascientifico, ma quanta emozione e simpatia susciti nello spettatore! Questa è stata e spero che continuerà a esserlo, la mia regola d'arte, affinché si riesca nei migliori dei modi ad ottenere una buona DRAG QUEEN.
Dove ti esibisci?
In numerosi locali (non solo gay) a esibirmi tra colori, luci, parrucche e quant'altro!
Vuoi salutare i nostri lettori?
Saluti dalla vostra Cindy, o PARDON, Michele. Baci.

Che significa essere una Drag Queen? La cosa più semplice da pensare è quella che fare la Drag Queen vuol dire mettersi un paio di tacchi, una parrucca, un vestito, un rossetto e via sul palco a far finta di cantare una canzone. Ma forse non tutti pensano, o meglio sanno, che la vera Drag o chi seriamente prende questa "strada" pur sempre come forma artistica, nell'interpretare l'esagerazione della donna, non si limita a "travestirsi".
Quando è nata la tua passione per quest'arte?
Due anni fa per gioco e mi ha portato pian piano a studiare gli interpreti delle varie canzoni, i video. Una crescita graduale per soddisfare me e trasmettere al pubblico, omo o etero che sia, qualche emozione.
E' lunga la preparazione di uno spettacolo?
Dietro l'interpretazione di un pezzo, si cerca di ritagliare il proprio tempo libero nell'imparare il testo, i tempi della canzone, gli eventi. Poi, con il mio ragazzo, gli amici più vicini, si cerca un'idea, una pettinatura, una struttura per fare un cappello esagerato, per esempio, usando di tutto e di più per fare scena. Poi il vestito giusto da abbinare; e via a improvvisarsi sarti con graffette, spille da balia o qualsiasi cosa che aiuti a sostenere i voluminosi vestiti.
Come ti trasformi in Drag Queen?
Il dramma è il trucco: due ore e più per quegli spettacolari trucchi, i piccoli saperi del mestiere per nascondere o aggiungere qualcosa, come unghie e ciglia finte. Un drink per caricarsi e via sul palco! Tutta la preparazione di una settimana e più; la tensione e la concentrazione in quei tre minuti di esibizione.
Perché lo fai?
Devo dire con sincerità, alla fine del pezzo gli applausi del pubblico ripagano tutto. È questo lo scopo: aver trasmesso qualcosa e ricevere qualcosa dal pubblico. Il calore di un applauso spontaneo è per me la base per continuare a esibirmi, dare sempre di più a me e a chi apprezza questa forma, chiamiamola pure di arte, chiamata Drag Queen.LADY GODIVA (Roberto)