"Nuovi" tempi difficili
Il trenta di Aprile scorso, l'associazione Jonathan ha ospitato in una conferenza pubblica dal tema: "Unioni civili e coppie di
fatto", la persona di don Franco Barbero, ex sacerdote cattolico, ridotto allo stato laicale con una bolla emanata direttamente da
Karol Woitila, attuale pontefice.
Don Franco, come centinaia di suoi sostenitori e di cristiani della Comunità di Base di Pinerolo continuano a chiamarlo, era diventato, per le gerarchie vaticane, un sacerdote molto scomodo e pericoloso, non più controllabile a causa dei suoi numerosi scritti e pubblicazioni su argomenti di esegesi biblica che mettevano in luce tante verità nascoste del cristianesimo e sconfessavano altrettanti pregiudizi e dogmi, tanto da far traballare "il trono di Pietro" e i tronetti degli alti prelati.
Don Franco Barbero è stato sempre nel mirino e sotto attenta osservazione delle gerarchie vaticane per quello che andava diffondendo; ma ciò che ha fatto partire l'azione "punitiva" nei suoi confronti da parte di coloro e di quel potere che si nasconde all'ombra del "cupolone", sono state le idee aperte e favorevoli all'accoglienza delle problematiche omosessuali e al mondo dei gay in genere. Infatti, mentre durante questi anni le gerarchie si sono limitate a fare solo formali richiami, la situazione è tracollata nel momento in cui don Barbero, con l'autorità che gli veniva da Dio, ha benedetto l'amore e il bene di due lesbiche e di altri ragazzi gay.
Don Franco, nel suo interessante intervento durante la conferenza, ha sottolineato che il continuo inasprirsi delle gerarchie verso il mondo omosessuale e la frattura tra la chiesa-gerarchia e la chiesa del Vangelo sono dovuti al grande timore della perdita di quel valore aggiunto che si esprime con il potere e il controllo che la chiesa dei sacri palazzi ha avuto e vuole avere sul popolo. Un noto personaggio italiano una volta ebbe a dire che: "il potere logora chi non c'è l'ha", ma questa frase, all'interno delle sacre mura leonine, suona così: "Il potere logora molto di più chi teme di perderlo primo o poi". Allora, in riferimento a questi timori, a queste fobie, ecco che risulta ben spiegato la causa di certe pubblicazioni (vedi Lexicon) e certi documenti emanati dal cardinale Ratzinger contro gli omosessuali.
Don barbero, nel suo linguaggio sciolto e spigliato, ha spiegato perfettamente l'andamento del potere dispotico vaticano; atteggiamento che riesce ancora a condizionare certa politica italiana e non solo. Infatti, don Franco mette in guardia dal classificare come democratici certi atteggiamenti provenienti dal di la dell'oceano Atlantico che, in questi ultimi giorni, hanno evidenziato il loro volto violento, presuntuoso, oppressivo e intollerante. Spesso, tali poteri sono disposti anche a pagare cospicue somme di denaro per far ritornare "le pecorelle smarrite" nell'ambito del proprio ovile dispotico. Tale è stata l'ultima carta giocata dal potere vaticano nei sui confronti prima di metterlo gentilmente alla porta. Tale atteggiamento, sottolinea l'ex don, è lo stesso usato nei confronti di Galilei e di tanti altri che hanno lottato per la verità.
Mi piace concludere con le stesse parole di don Barbero riferite in sede di conferenza; parole che, spero, non cadano nel vuoto ma siano ben presenti in ogni istante della nostra giornata. "Apriamo gli occhi, siamo vigili, perché si stanno delineando all'orizzonte nuovi tempi difficili per tutti".
Don Franco, come centinaia di suoi sostenitori e di cristiani della Comunità di Base di Pinerolo continuano a chiamarlo, era diventato, per le gerarchie vaticane, un sacerdote molto scomodo e pericoloso, non più controllabile a causa dei suoi numerosi scritti e pubblicazioni su argomenti di esegesi biblica che mettevano in luce tante verità nascoste del cristianesimo e sconfessavano altrettanti pregiudizi e dogmi, tanto da far traballare "il trono di Pietro" e i tronetti degli alti prelati.
Don Franco Barbero è stato sempre nel mirino e sotto attenta osservazione delle gerarchie vaticane per quello che andava diffondendo; ma ciò che ha fatto partire l'azione "punitiva" nei suoi confronti da parte di coloro e di quel potere che si nasconde all'ombra del "cupolone", sono state le idee aperte e favorevoli all'accoglienza delle problematiche omosessuali e al mondo dei gay in genere. Infatti, mentre durante questi anni le gerarchie si sono limitate a fare solo formali richiami, la situazione è tracollata nel momento in cui don Barbero, con l'autorità che gli veniva da Dio, ha benedetto l'amore e il bene di due lesbiche e di altri ragazzi gay.
Don Franco, nel suo interessante intervento durante la conferenza, ha sottolineato che il continuo inasprirsi delle gerarchie verso il mondo omosessuale e la frattura tra la chiesa-gerarchia e la chiesa del Vangelo sono dovuti al grande timore della perdita di quel valore aggiunto che si esprime con il potere e il controllo che la chiesa dei sacri palazzi ha avuto e vuole avere sul popolo. Un noto personaggio italiano una volta ebbe a dire che: "il potere logora chi non c'è l'ha", ma questa frase, all'interno delle sacre mura leonine, suona così: "Il potere logora molto di più chi teme di perderlo primo o poi". Allora, in riferimento a questi timori, a queste fobie, ecco che risulta ben spiegato la causa di certe pubblicazioni (vedi Lexicon) e certi documenti emanati dal cardinale Ratzinger contro gli omosessuali.
Don barbero, nel suo linguaggio sciolto e spigliato, ha spiegato perfettamente l'andamento del potere dispotico vaticano; atteggiamento che riesce ancora a condizionare certa politica italiana e non solo. Infatti, don Franco mette in guardia dal classificare come democratici certi atteggiamenti provenienti dal di la dell'oceano Atlantico che, in questi ultimi giorni, hanno evidenziato il loro volto violento, presuntuoso, oppressivo e intollerante. Spesso, tali poteri sono disposti anche a pagare cospicue somme di denaro per far ritornare "le pecorelle smarrite" nell'ambito del proprio ovile dispotico. Tale è stata l'ultima carta giocata dal potere vaticano nei sui confronti prima di metterlo gentilmente alla porta. Tale atteggiamento, sottolinea l'ex don, è lo stesso usato nei confronti di Galilei e di tanti altri che hanno lottato per la verità.
Mi piace concludere con le stesse parole di don Barbero riferite in sede di conferenza; parole che, spero, non cadano nel vuoto ma siano ben presenti in ogni istante della nostra giornata. "Apriamo gli occhi, siamo vigili, perché si stanno delineando all'orizzonte nuovi tempi difficili per tutti".
Francesco
