Agosto 2004

Gli occhiali Prêt-Djud'Iz

Stavo camminando un giorno, quando per terra trovai un paio d'occhiali abbandonati o persi. Li raccolsi, e vidi che erano della famosa marca di alta moda Prêt-Dju d'Iz. Decisi di tenermeli, e li indossai subito. Cosa vidi con questi occhiali! Era come se, attraverso di loro, un nuovo mondo mi si fosse aperto, più sincero e ordinato. In particolare, riuscii a vedere un esercito, grosso. L'esercito dei froci.
Brutte bestie i froci. Sono esseri infimi e infidi, contronatura. Talmente contronatura che li vidi uccidere, dopo esserseli inculati, tutti gli animali di questo bel pianeta; poi strappavano loro la pelle e ci facevano borsette, corpetti, stivali; oppure delle pellicce, calde per l'inverno, fresche per l'estate. E non solo pellicce, anche scarpe, ciabatte (ma raffinatissime), gonne, minigonne, gambaletti, calze a rete, sciarpe, foulard, cappellini e smalti. Sì, gli smalti di pelliccia, per tenere calde le unghie.
Li vidi, sì, accanirsi contro i poveri fiori, e, dopo esserseli inculati, strapparli pazzamente, come in preda alla follia, e correre nelle loro case dipinte di rosa e, presi da una spirito orgiastico di decorativismo, mettere dappertutto i poveri fiori, secondo la ferrea legge "un fiorellino in ogni angolino".
Ma cosa lividi fare in seguito! Loro, bacati nel cervello da qualche virus maligno, nella loro asocialità diffusa (perché per natura i froci sono asociali), tentarono finanche di distruggere il genere umano! Crearono un gas nocivo per uccidere tutti gli esseri viventi di sesso femminile, i loro avversari naturali. Poi i loro muscoli gonfi, sublimati dallo stato solido a quello gassoso, insidiarono tutti i culi, per quanto gli esseri maschili tentassero di tenerli belli stretti stretti! E, poi... coi bambini! Data la loro naturale pedofilia (ché non esiste frocio, se non pedofilo), quelli inculavano regolarmente le povere creature, e poi, visto che sono anche un po' comunisti, ne mordicchiavano le carni fatte a brandelli e bollite in brodo. E solo perché quelle carni erano tenere tenere e, si sa, più buone.
Ma che dire della loro congiura cosmica? Li vidi fare calcoli esatti, in modo da incularsi in senso contrario alla rotazione terrestre, e tutto questo con lo scopo di fermare la terra. Già oggi se ne vedono i risultati, con il Niño impazzito, le mucche impazzite, le Borse impazzite...
Poi li vidi riunirsi in schiere infinite, tutti muscolosi sui loro tacchi a spillo neri, le loro gonne ampie, i loro tailleur rosa shocking, i loro capelli biondo-cotonati, le loro pellicce, le loro borsette fucsia, gli smalti, i rossetti, gli ombretti, il fard, la cipria, lo sgrassatore, Ace Gentile... volevano conquistare il modo e poi incularselo tutto. Esercito debole, però, perché troppo sensibile. Bastava il vento di un battere di ciglia per farli cadere tutti a terra, o un abbinamento sbagliato nei colori delle tute di chi li combatteva per renderli ciechi a vita e farli correre di qua e di là come pazzi sui loro tacchi a spillo strappandosi le chiome artificialmente arricciate.
Li vidi, nel loro disordine morale, scambiare ciò che è bene con ciò che è male e andare per le strade urlando che era bene incularsi e che non era male, quando tutti coloro che non l'hanno mai fatto sanno benissimo che fa male. E allora li vidi, l'esercito della morte, uccidere tutti, vecchi donne e bambini, signori e signore, ladies and gentlemen, spruzzando loro negli occhi la micidiale lacca per capelli, facendo degli attentati terroristici in cui facevano esplodere palloncini pieni di smalto che, cadendo sulla pelle, una volta solidificatosi provocava la morte per asfissia.
Li vidi armati di forbici e aghi, le tante temute armi di distruzione di massa, correre su e giù cucendo vestiti addosso ai cani, ai gatti, agli alberi, ai poveri passanti perché, si sa, il fashion è vita. E via a confezionare cappelli alti due metri fatti di piume di struzzo decorate a intarsio e dipinte di giallo canarino con lo specifico intento di appesantire la schiena provocando mortali ernie a tutto il genere umano.
E già li vedevo pronti a partire verso Marte, per incularselo, con una shuttle rosa con venticinque chilometri di strascico per ottenere l'effetto stella cometa e ingannare così il diffidente occhio marziano...
Mi tolsi improvvisamente gli occhiali, e non sapevo se fosse genialità o follia.

Giulio Recchioni