Febbraio 2005

 

Orecchiette e Cazzavoni

Già me lo vedo il Vittorio Feltri in stamperia a far caricar di bile la rotativa. E lo stampatore, tutto inzaccherato e incazzato col direttore che quello no, quello mica si sporca, che poi ci rimette il tweed col liquido nauseabondo. E lui, il direttore che pipa in bocca già si gusta l'effetto delle pagine di Libero del 19 gennaio.
Già, perché ce ne vuole di bile a riempirne tre, e pure le prime. Tutte dedicate alla sinistra e a quel Nicki Vendola, quel deputato rifondarolo comunista e omosessuale che ha vinto le primarie in Puglia scatenando una sfrenata voglia nella base.
Ora li aggiusto io, avrà pensato il Feltri. E giù a scaricar pensieri. Oh, tutti corretti s'intende … sentite che scrive.
«E primarie furono. L'esordio delle quali è avvenuto in Puglia, simpatica regione di orecchiette (ho scritto orecchiette, diminutivo quasi vezzeggiativo di orecchie), di burrate e trulli». Ma non s'abbassa però a dire che il termine può anche essere un diminutivo femminilizzato e sempre quasi vezzeggiativo (naturalmente) di ricchioni. Ci pensano i lettori. Anzi, il direttore è aperto e più avanti chiarisce. «Nichi Vendola sarà una brava persona, e le sue preferenze sessuali (egli è un omosessuale dichiarato) magari non influiranno, ce lo auguriamo, sul giudizio dei votanti, ma indubbiamente non è un moderato, e questo è importante. Se aggiungiamo che Antonio di Pietro e Pecoraro Scanio, altro esponente dell'ala gay ulivista...».
I dimessi riferimenti alle preferenze sessuali di Vendola e dei sinistri, avrà meditato il Feltri, forse i miei lettori non li capiscono. Bisogna spiegare meglio. E vai allora dal titolista e sarà chiaro lui. Apri la prima con un cubitale «L'ala gay della sinistra», «Che retrogrado a toccare la lobby gay» va bene più in basso per Marcello Veneziani, «I gay diessini tutti pazzi per Nichi» è perfetto in seconda e sulla terza mettici un bel «L'ala omosessuale che piace all'Ulivo» e più giù ci vuole «Schierato contro Romano anche il bisex Pecoraro». Avrò spiegato bene? si dev'essere chiesto il direttore rispondendosi che sì, basta così, un po' di più e non è elegante...
È che il Feltri è un signore raffinato e colto, ma è costretto a guadagnarsi la pagnotta dirigendo Libero, un foglio berlusconian/squadrista i cui lettori non vanno per il sottile. La pipa del Feltri, pensano quelli, fa chic... ma un bel manganello... Comunque va bene anche il Feltri, basta che un giorno sì e uno sì ci ficca uno scandalo, una lista di proscrizione, qualche foto di infame o di pervertito da impiccare... Insomma, quei lettori son tipi da caserma, vogliono parole forti e ironia un po' greve.
E il Feltri, che ci ha famiglia (mica è gay...), deve darsi da fare pur non sporcandosi il tweed. Ma al Feltri, che è anche un bell'uomo nonostante l'età e ci ha l'accento di Berghem che è tanto sexy, non si può volergliene davvero.
Anzi, lo voglio aiutare a scovare cose che soddisfino i suoi lettori.
La Puglia, ha scritto il Feltri, è terra di orecchiette. Ma sai quanto va nella cucina del tacco la fava? Feltri... se parla di gay, ci metta la fava, che ai gay piace davvero. Stando sempre in cucina, laggiù si apprezzano le lumache, che in dialetto sono i cazzavoni... hai voglia, su gay e cazzavoni...
Insomma, direttore, ci vada di fantasia che non ci dispiace... ci siamo abituati...
Morale della favola: nell'anno del Signore 2005 un rifondarolo comunista omosessuale rischia di diventare il presidente della Puglia e il quotidiano della destra moderata Libero si esibisce in delicati riferimenti alla gayezza... alla censura TV sfugge per la prima volta qualcosa (la fiction Mio figlio) dove i gay non sono soubrette o maestri di bon ton e Alleanza nazionale aggredisce il malcapitato Buzzanca (poliziotto padre di un poliziotto gay) perché traditore dei sani principi della destra... negli stessi giorni il governo Berlusconi blocca la legge della Regione Toscana Norme contro le discriminazioni determinate dall'orientamento sessuale o dall'identità di gener... tutto nell'arco di neanche due settimane. Occorre continuare? Ci sono ancora gay che, nel segreto dell'urna, quella certa croce la mettono da quella parte? Pover'a nnù...

P.S. Per chi non lo sapesse, Marcello Veneziani, amministratore della RAI, è un tizio che fa finta di non incazzarsi e di riderci sopra se il mondo lo prende per un troglodita anziché per un raffinato intellettuale di destra...

sandro