Non fidatevi della TV
La solita storia: la TV, mezzo di comunicazione di massa, davanti alla quale passiamo molte ore, uno dei passatempi preferiti dei
i nostri figli, dalla quale ci aspettiamo oltre all'intrattenimento informazione e cultura, ci accorgiamo che non offre quello
che ci toccherebbe di diritto. Non voglio scrivere la solita menata, ma fatti in cui mi sono sentita toccata direttamente. Il
giorno giovedì 10 marzo un mio carissimo amico mi riferisce di uno speciale del programma "le iene" sulla vita quotidiana di una
transessuale. Perché me lo ha riferito? Perché io essendo una trans potevo essere interessata al programma ed infatti lo ero.
La sera rientro a casa, accendo la tele e aspetto che inizi il programma. Dentro di me pensavo, che bello almeno qualcuno si è svegliato e farà vedere veramente come stanno le cose! Povera pazza utopica che sono. Il servizio parlava di una transessuale brasiliana, della sua vita da prostituta in Italia, della lunghezza del suo pene e dei suoi chili di silicone sui glutei. Il tutto presentato come la vita di tutte le trans. E no! Le cose non stanno così, la prostituzione è un lato negativo della nostra società, se è vero che molte transessuali battono i marciapiedi è anche vero che modi noi fanno una vita normalissima. Io e la stragrande maggioranza delle transessuali italiane che facciamo? Cè chi lavora, chi studia o chi fa la casalinga sposata felicemente con il suo compagno. E non sono solo "le iene": Sanremo 2003, il dopo festival, ve lo ricordate il Pippone nazionale e lo scandalo Sgarbi/Bugatti? Nel dopo festival che doveva essere condotto da Sgarbi vi era stata invitata una certa Cristina Bugatti cantante rock di un certo valore. Fu mandato tutto all'aria perché la Bugatti era transessuale. L'marzo 2003 tutte o quasi le associazioni italiane organizzarono una protesta, alla quale partecipai, portata sino sopra il palco dell'Ariston : l'unico canale che diede notizia della nostra protesta fu RAI3 su BLOB. Ma dai, finiamola! E' inutile che si sentano discorsi, a partire dai politici, sociologi, psicologi, massmediologi ecc ecc ecc dell'importanza del mezzo di divulgazione per eccellenza, quale è la televisione, per creare una società migliore per i nostri figli, se poi i primi a non voler crescere siamo noi stessi, con ancora ideali di colore monocromatico cristiano e sessista. Se si cresce, si cresce tutti insieme . Io spero ancora in un mondo dove possiamo essere tutti uguali, dove ognuno ha diritto alla propria individualità. Allora sì che sarà un mondo migliore.
La sera rientro a casa, accendo la tele e aspetto che inizi il programma. Dentro di me pensavo, che bello almeno qualcuno si è svegliato e farà vedere veramente come stanno le cose! Povera pazza utopica che sono. Il servizio parlava di una transessuale brasiliana, della sua vita da prostituta in Italia, della lunghezza del suo pene e dei suoi chili di silicone sui glutei. Il tutto presentato come la vita di tutte le trans. E no! Le cose non stanno così, la prostituzione è un lato negativo della nostra società, se è vero che molte transessuali battono i marciapiedi è anche vero che modi noi fanno una vita normalissima. Io e la stragrande maggioranza delle transessuali italiane che facciamo? Cè chi lavora, chi studia o chi fa la casalinga sposata felicemente con il suo compagno. E non sono solo "le iene": Sanremo 2003, il dopo festival, ve lo ricordate il Pippone nazionale e lo scandalo Sgarbi/Bugatti? Nel dopo festival che doveva essere condotto da Sgarbi vi era stata invitata una certa Cristina Bugatti cantante rock di un certo valore. Fu mandato tutto all'aria perché la Bugatti era transessuale. L'marzo 2003 tutte o quasi le associazioni italiane organizzarono una protesta, alla quale partecipai, portata sino sopra il palco dell'Ariston : l'unico canale che diede notizia della nostra protesta fu RAI3 su BLOB. Ma dai, finiamola! E' inutile che si sentano discorsi, a partire dai politici, sociologi, psicologi, massmediologi ecc ecc ecc dell'importanza del mezzo di divulgazione per eccellenza, quale è la televisione, per creare una società migliore per i nostri figli, se poi i primi a non voler crescere siamo noi stessi, con ancora ideali di colore monocromatico cristiano e sessista. Se si cresce, si cresce tutti insieme . Io spero ancora in un mondo dove possiamo essere tutti uguali, dove ognuno ha diritto alla propria individualità. Allora sì che sarà un mondo migliore.
Katia
