Febbraio 2006

 

Bella Ciao

...ci siamo svegliati una mattina e tu non c'eri più. Eri andata via in silenzio, non sappiamo nemmeno quando. Nella tua vita c'era stato tutto meno il silenzio. La tua voce ha risuonato sempre e ovunque tu sia stata presente: nella scuola, nell'impegno sociale, nella politica, nelle lotte per un mondo migliore, un mondo più giusto e meno ipocrita. Non ti importava granchè di ciò che pensava la gente e come reagiva alle tue prese di posizione: la verità sempre e comunque ma senza mai ferire l'interlocutore. Come ciò potesse accadere me lo sono chiesto fin dalla prima volta che ti ho incontrato. Mi hai guardato con attenzione, come facevi con tutti, senza pregiudizi e senza presumere di immaginare chi avessi davanti. Il tuo parere arrivava quando meno gli altri se lo sarebbero aspettato: "voi del Jonathan siete una grossa realtà nello squallido panorama di questa città. Ne avete di coraggio!" fu una delle ultime cose che mi dicesti in quella fredda serata di gennaio. Oppure una notte per telefono "sai, dicono che voi omosessuali siete contronatura, poverini! Loro tagliano gli alberi secolari di questa città e pensano di agire secondo natura". Il compromesso non era il tuo forte per questo a volte eri una presenza fastidiosa anche tra i cosiddetti "militanti irriducibili", quelli sempre in prima fila per ogni lotta e che rispondevano seccati e attoniti alle verità che riuscivi a tirar fuori. In realtà ciò che non sopportavano era la tua capacità di far emergere le contraddizioni, di riportare le modalità di azione su un piano di coerenza e di giustizia. Forse anche per questo ti ho vista e sentita spesso sola. Sola nella tua caparbia lotta perché il domani fosse migliore fin da oggi. Sola nei tuoi eccessi dopo i periodi di depressione. Sola nella malattia. Sola nella morte, mentre tutti erano impegnati a organizzare la lotta per un "altro mondo possibile" dimenticando il presente e chi ci sta accanto. Sola nella lotta nella scuola, perché ai ragazzi bisogna saper mostrare ciò che è al di là, prenderli per mano e mostrar loro le contraddizioni e le ingiustizie di questo mondo affinché si sentano capaci di cambiarlo quando saranno loro i protagonisti. Hai pagato a caro prezzo questa tua determinazione "vogliono farmi passare per pazza, ma la mia testa funziona perfettamente".
Già... quella testa coperta sempre da improbabili cappellini funzionava, eccome funzionava! E come potrebbe essere altrimenti per chi è riuscita ad armonizzare cuore e cervello come hai fatto tu? "Ragazzi, ho preparato la cena da me. E' tutto pronto, vi sedete e mangiate e poi andate via"...
La tua bontà, ben diverso dal mero "buonismo" tanto di moda, la tua sincera bontà di pensare ai bisogni degli altri...Il "grande progetto" si concretizzava nelle piccole cose quotidiane. Sapevi come "accogliere", come "accogliermi" facendomi parlare di me... della mia vita....E non ti sfuggiva niente di quanto dicevo anche quando pensavo che tu stessi ricorrendo pensieri lontani....Sempre presente, sempre con me, con noi... chiunque può dirlo.
Chiunque abbia avuto modo di guardarti negli occhi e di leggere nella tua anima... Mi piace immaginarti in quel luogo in cui non credo e che chiamano Paradiso, anche lì con la stessa determinazione e rompere le balle ad angeli, santi e beati senza tralasciare di rivolgere qualche domandina a quel Dio che sempre di passaggio da quelle parti sentirà una spina nel cuore al pensiero di averti portata via da me, da noi...
Bella ciao!

M.D.A - dedicato a Paola Corsetti