Due note sul corpo: l'italia e la polemica politica
Cinquant'anni fa Calvino, paragonando le condizioni dell'Italia a quelle della Francia rivoluzionaria,
affermava che in Italia si verificano "sempre le cause e non gli effetti".
Mi capita di pensare a questa frase sempre più spesso, purtroppo, mentre vedo il mondo che va avanti e noi italiani sempre qui, fermi - quando non muoviamo i nostri passi indietro come i gamberi. Prendiamo per esempio la recente, e non ancora estinta, questione dell'aborto: da una parte chi dice di non gradire gli aborti, ma di approvarne la legalizzazione per il bene della donna; dall'altra chi li vorrebbe vedere illegali facendosi portavoce dei feti. Quindi questi aborti non piacciono a nessuno, e tutti si vogliono adoperare per diminuirli.
Ma allora al posto di affollare i consultori con crocifissi e santini o immagini di bambini belli, bianchi, paffutelli e puliti perché non si arriva al vero nocciolo della questione? Lo suggeriva Pasolini trent'anni fa: le donne non si ritrovano in cinta bevendo un bicchiere d'acqua. L'aborto è una gravidanza non voluta, e una gravidanza è il risultato di un atto sessuale senza contraccettivi. L'unico modo per diminuire gli aborti è quello di diffondere capillarmente la cultura del contraccettivo: Pasolini diceva di portare il preservativo in televisione, ma anche dei seri corsi di educazione sessuale fin dalle scuole medie (non so come si chiamino adesso, scusatemi) con distribuzione gratuita di profilattici possono essere d'aiuto.
Non credo ci siano altre soluzioni per diminuire gli aborti e le gravidanze indesiderate, e tutte le ignobili polemiche che si sono fatte in questo periodo sono inutile e vergognose e servono solo per intorpidire il raziocinio dell'opinione pubblica. Un meccanismo simile è stato messo in atto anche per la condizione delle prostitute: tutti dicono che sono schiave e sfruttate, ma come rimedio per questo non si trova di meglio che sbatterle in gattabuia o far pagare multe ai clienti.
Ma perché non si agisce sul problema? Se sono sfruttate, sarebbe più intelligente legalizzare la prostituzione e permettere così che queste donne possano unirsi in sindacati e rivendicare i loro diritti di donne e di lavoratrici.
E, ugualmente, la soluzione per toglierle dalla strada non è quella di dare loro un lavoro "moralmente accettato" - per il semplice motivo che è una proposta troppo lenta, se non del tutto irrealizzabile - ma dare loro la possibilità di poter svolgere il loro lavoro in tutta serenità e, dio non voglia!, dignità.
C'è del marcio in Italia, e sembra che tutta l'Informazione, di destra e di sinistra, cattolica e laica, sia impegnata nello sforzo politico di creare un "panico morale", ossia una paura infondata che alcuni comportamenti (in questo caso sessuali) costituiscano un pericolo mortale per la società tutta.
Mi capita di pensare a questa frase sempre più spesso, purtroppo, mentre vedo il mondo che va avanti e noi italiani sempre qui, fermi - quando non muoviamo i nostri passi indietro come i gamberi. Prendiamo per esempio la recente, e non ancora estinta, questione dell'aborto: da una parte chi dice di non gradire gli aborti, ma di approvarne la legalizzazione per il bene della donna; dall'altra chi li vorrebbe vedere illegali facendosi portavoce dei feti. Quindi questi aborti non piacciono a nessuno, e tutti si vogliono adoperare per diminuirli.
Ma allora al posto di affollare i consultori con crocifissi e santini o immagini di bambini belli, bianchi, paffutelli e puliti perché non si arriva al vero nocciolo della questione? Lo suggeriva Pasolini trent'anni fa: le donne non si ritrovano in cinta bevendo un bicchiere d'acqua. L'aborto è una gravidanza non voluta, e una gravidanza è il risultato di un atto sessuale senza contraccettivi. L'unico modo per diminuire gli aborti è quello di diffondere capillarmente la cultura del contraccettivo: Pasolini diceva di portare il preservativo in televisione, ma anche dei seri corsi di educazione sessuale fin dalle scuole medie (non so come si chiamino adesso, scusatemi) con distribuzione gratuita di profilattici possono essere d'aiuto.
Non credo ci siano altre soluzioni per diminuire gli aborti e le gravidanze indesiderate, e tutte le ignobili polemiche che si sono fatte in questo periodo sono inutile e vergognose e servono solo per intorpidire il raziocinio dell'opinione pubblica. Un meccanismo simile è stato messo in atto anche per la condizione delle prostitute: tutti dicono che sono schiave e sfruttate, ma come rimedio per questo non si trova di meglio che sbatterle in gattabuia o far pagare multe ai clienti.
Ma perché non si agisce sul problema? Se sono sfruttate, sarebbe più intelligente legalizzare la prostituzione e permettere così che queste donne possano unirsi in sindacati e rivendicare i loro diritti di donne e di lavoratrici.
E, ugualmente, la soluzione per toglierle dalla strada non è quella di dare loro un lavoro "moralmente accettato" - per il semplice motivo che è una proposta troppo lenta, se non del tutto irrealizzabile - ma dare loro la possibilità di poter svolgere il loro lavoro in tutta serenità e, dio non voglia!, dignità.
C'è del marcio in Italia, e sembra che tutta l'Informazione, di destra e di sinistra, cattolica e laica, sia impegnata nello sforzo politico di creare un "panico morale", ossia una paura infondata che alcuni comportamenti (in questo caso sessuali) costituiscano un pericolo mortale per la società tutta.
giulio
