Aprile 2006

 

Fuori dal mondo

Sarà un po' di apprensione e anche un po' di paura, dicono che sia un intervento abbastanza semplice e non invasivo, ma non sono una abituata a essere ospedalizzata, per prendere un aulin vuol dire che sto male veramente.
Questi per me sono giorni intensi. Anche un intervento semplice come quello che dovrò affrontare è una grossa conquista verso la mia identità sentita. Forse per nostalgia o per non so cos'altro, una settimana prima del fatidico giorno mi viene in mente di riaprire un libro al quale tengo moltissimo, Tra le Rose e le Viole, un libro che parla della situazione e dell'evoluzione della vita transessuale dagli anni '50 ai giorni nostri, delle lotte, delle discriminazioni vecchie e nuove e delle conquiste che ci accompagnano: le storie di noi persone transessuali molto spesso seguono un filo conduttore molto simile che varia solo ed esclusivamente dall'unicità della persona stessa, cioè stessa retta ma con sinusoidi proprie.
Il libro che vi ho citato parla delle storie vissute da 11 donne transessuali e di queste una storia mi sta particolarmente a cuore a causa delle coincidenze che ha con la mia, e rileggendola mi incominciano a scorrere nella mente a ruota libera esperienze vecchie e nuove, o che avevo semplicemente dimenticato.
La prima somiglianza delle due storie è nell'avere avuto il "via libera" interiore verso un mondo che non si conosce grazie a una ragazza transessuale: io, che non venivo dall'esperienza gay per il mio legittimo rifiuto di immaginarmi rapportata a un ruolo maschile con un altro uomo e di conseguenza non aver sentito mai parlare di transessualità nemmeno nel modo più banale, sapevo di Eva Robins o di Amanda Lear, ma avevo immaginato che così ci si nasceva, fino a quando un bel giorno ho conosciuto una di loro. Già diverse volte la vedevo di sera mentre si recava sul posto di lavoro; una sera non resistetti alla voglia di conoscerla e con una scusa la fermai. Non so cosa è che ci accomuna, se sono i modi di fare o cose molto più astratte e invisibili per chi non è transessuale, ma lei si accorse subito della mia emozione e dei miei modi di fare impacciati a tal punto da capire che non ero un possibile cliente e infatti dopo i primi scambi di parole lei mi disse che anche io potevo diventare come lei con assunzione di ormoni e vari interventi chirurgici. Pensare che fino a quel momento io ero all'oscuro di tutto! È stata all'inizio come una doccia fredda: prima ero in crisi perché non sapevo chi ero, dopo lo ero lo stesso perché mi si era aperto un mondo di speranza che non avevo mai pensato e che, di conseguenza, dovevo imparare a gestire. Fu così che presi contatto con la USL più vicina: lì mi seppero indirizzare verso il centro più vicino che trattava problematiche del genere.
Un altro punto in comune è l'essere genitore, che rende ancora più difficile sia lo stesso "essere genitore", che il percorso di transizione, che il poter capire dall'esterno il perché prima una persona ha dei figli e poi fa una "scelta" del genere. Il motivo è uno solo e parte proprio dall'ambiente socioculturale di cui tutti siamo partecipi (e più o meno succubi) alla base della nostra società: ci sono i ruoli maschili e femminili.
Se nasci con la patatina sei donna: crescerai è sarai educata come tale ad amministrare figli casa e stare alle esigenze del maschio dominante; se nasci con il pisello sei maschio e obbligatoriamente verrai allevato e istruito come tale, dovrai giocare a pallone dovrai farti vedere sicuro e forte di te, donnaiolo sposato e con prole. Tu che fai? cerchi obbligatoriamente di seguire gli schemi che ti vengono imposti quotidianamente da chi ti sta intorno, ma quello che ti sta intorno veramente rispecchia il tuo essere? il tuo essere è veramente stabilito da quello che hai tra le cosce? siamo davvero così minimalisti? davvero il genere homo sapiens è così tanto poco cosciente del proprio io?
Forse starò divagando o esprimendovi concetti che a prima vista sono fuori dal mondo... ebbene lo ammetto: sono fuori dal mondo attuale, perché io in molti punti non mi sento di appartenervi. Sono domande che io mi sono fatta è mi sono trovata una risposta, ma dopo una profonda introspezione che è stata anche sofferta, e alla fine ho capito che bisogna è trovare il proprio equilibrio, e questo è un diritto essenziale della persona che oggi viene negato per motivi vari che preferisco non elencare, vi invito a immaginarli e così evito anche di essere condannata al rogo come eretica o strega dalla Santa Romana Chiesa.
Vi starete anche chiedendo: "Ma questa parla di un intervento. Di che si tratterà?" Anche per questo mi affido alla vostra fantasia, sono cose personali...!
Kiss,

katia