Aprile 2006

 

Ho visto la felicità

"Qualche sera fa mi è capitata una cosa strana. Ho visto la felicità. Ma l'ho proprio vista con gli occhi. Niente robe di cuore. L'ho guardata come si guarda un bel quadro, un bel film, una bella foto. E' stato a una sfilata di alta moda. Al Festival del Cinemagay. Sfilavano solo transessuali. Donne vere, finte... chissenefrega. Donne e basta. Felici di essere riconosciute e applaudite come tali.
Io non ci penso mai. Sarò anche suonata, ma nei panni che ho ci sto bene, Certo, se fossi un po' meno traccagnotta e non avessi 'sti occhi metà verde cappero e metà testa di moro sarebbe meglio. Ma che importa. Sono una donna e mi piacciono gli uomini. E questo lo so da un pezzo. E mi va bene così. Ma non succede a tutti.
C'è chi sta stretto nei suoi panni da una vita.
Come essere obbligati a indossare una maglietta small al posto di una extralarge. O un 42 di scarpa pur portando il 35. Nessuna apologia degli omosessuali, per carità. Non mi pagano abbastanza. E' che quella è una sofferenza che non conosco e che, proprio per questo motivo, rispetto.
E capisco anche lei, sa, cara la mia marchesa Pompadour, a cui trema il by-pass davanti a 'sta sarabanda di boccone a vongola e di glutei a zampa d'elefante. Son pezzi d'Africa in riva al Po, monumenti al peccato mortale... Comunque preferisco lei, marchesa, a quell'altra, la vede ?
Quella lampadata marrone mangusta che si spaccia per liberata e tollerante e dice forte: "Poverino, è gay, ma è tanto una brava persona." "Ma" cosa ? Imbecillissima donna ragno, io ti chiedo cosa fai a letto con tuo marito ? Che più che un uomo mi ricorda tanto un draculino della Transilvania ?
Una volta frasi così le sentivi dire sui meridionali, speriamo che sia soltanto questione di tempo.
L’ unica cosa che mi dispiace è che tutti questi gay, saranno anche degli ottimi amici e dei fantastici confidenti, ma ci fanno una concorrenza spietata. E sono abilissimi corteggiatori. Che rabbia. A me, quando si tratta di rimorchiare, viene lo charme di Mary Poppins."

Tratto da Sola Come Un Gambo di Sedano di Luciana Littizzetto

Carissimo dottore

Carissimo dr. *** Mi ha definito frocio, che mi devo vergognare e che scopo in bagno.
Non ho parole, visto che lei ha un ruolo importante nel reparto.
Si parla di pace…pace… la pace non è solo stop alla guerra, ma anche alla discriminazione in genere.
Tutti abbiamo bisogno di vivere, non solo il cattolico, etero … ci sono altre religioni, altre razze e gusti.
Non deve essere una colpa per quello che si è.
Giusto che ogni individuo ha una sua mentalità, ma ognuno di noi deve poter vivere serenamente la propria vita e poter restare a fianco del partner nel momento del bisogno.
E’ vero non è facile lavorare con persone che hanno problemi, a volte basterebbe un po di elasticità, umanità e un pizzico di rispetto per far sì che ognuno possa abbracciare la propria vita serenamente senza etichette emarginazione o voluta indifferenza.
La vita deve essere bella per tutti.

Riflessioni di un ragazzo gay cui viene negato di assistere il proprio compagno malato di AIDS in una struttura ospedaliera italiana