Aprile 2006

 

Studi glbt

Come costruito dal discorso omofobico,"l'omosessuale" è davvero una creatura impossibilmente - e, come è chiaro oggi, fatalmente - contraddittoria. Perché "l'omosessuale" è contemporaneamente:
1) un disadattato sociale,
2) un mostro innaturale o bizzarro,
3) un fallimento morale, e
4) un pervertito sessuale.
Ovviamente è impossibile che qualcuno sia tutte queste cose allo stesso tempo - essere, per esempio, sia malato che riprovevole a causa di uno stesso difetto - ma questo non conta: tali attributi possono essere reciprocamente incompatibili in termini di logica, ma risultano essere perfettamente compatibili in termini di pratica, ossia di politica. In pratica, non solo non si escludono a vicenda, ma si rafforzano l'un l'altro e operano insieme sistematicamente per produrre, ripetutamente, lo stesso effetto: cioè l'abiezione de "l'omosessuale". Ma se le contraddizioni logiche interne a "l'omosessuale" sono rovinose per gli sfortunati che ricadono sotto quella designazione, esse creano - in maniera inversa - un'incoerenza che dà potere e che si attacca al termine e al concetto non specificato de "l'eterosessuale".
Queste contraddizioni definiscono l'eterosessualità, in modo implicito e per questo tanto più efficace, contemporaneamente come:
1) una norma sociale,
2) una condizione perfettamente naturale in cui tutti nascono e crescono se nessun incidente catastrofico interferisce con il normale, sano sviluppo,
3) un adempimento del tutto lodevole che non solo dà diritto a esserne orgogliosi, ma dà anche non poco credito sociale e personale, e
4) una condizione spaventosamente instabile e precaria che può facilmente essere rovesciata da eventi contingenti - come venire a contatto con un individui gay o lesbici, essere sedotti da un membro dello stesso sesso durante l'adolescenza, sentire parlare di omosessualità troppo spesso, o avere un uomo gay come insegnante alle elementari - e che pertanto ha bisogno di essere attivamente protetto, difeso, e salvaguardato a una costante mobilitazione delle forze sociali.
Ciò che permette a queste nozioni sull'eterosessualità reciprocamente incompatibili e internamente contraddittorie non solo di coesistere ma di prosperare, di rinforzarsi a vicenda, e di essere politicamente efficaci è la loro invisibilità e l'ignoranza che le circonda. L'incoerenza cruciale al centro dell'eterosessualità e della sua definizione non diventano mai visibili perché l'eterosessualità stessa non è mai un oggetto di conoscenza, un obiettivo di scrutinio in sé tanto, perché essa è una condizione per la (supposta) oggettiva, disinteressata conoscenza di altri oggetti, in particolare l'omosessualità, che l'eterosessualità costantemente produce come una figura trasgressiva, così da sviare l'attenzione - per mezzo dell'accusa - dalla sua propria incoerenza.

Gli Studi GLBT sono nati negli Stati Uniti negli anni '80, e oggi sono accettati anche nell'ambiente accademico. In Italia non siamo così "liberali", ma c'è comunque un gruppo agguerrito di docenti che cercano di diffondere questo nuovo campo di studi: http://xoomer.virgilio.it/centrostudigltq/