Ci siamo ? (o ci facciamo ?)
Ormai è chiaro a tutti il fallimento delle strategie
politiche e sociali che il movimento GLBT ha perseguito negli ultimi
quindici anni, e i risultati di questo fallimento sono visibili: non
c’è una legge sui matrimoni civili, non c’è una legge sulle adozioni
da parte di coppie omosessuali o da parte di persone singole, non
c’è una legge sulle convivenze (e se ci sarà, sarà pessima), non c’è
una legge contro la discriminazione, non c’è una legge sulla piccola
soluzione… insomma, non c’è niente. Quindici anni di lotta politica,
di energie e ricchezze impiegate per scopi determinati ci hanno
portato, oggi, a stringere nel palmo della mano un pugno di mosche –
o forse meno ancora.
E ora siamo nel pieno della crisi, nella fase dell’incertezza
e della riorganizzazione del movimento stesso: da un lato vecchi
leoni abbattuti che continuano a combattere battaglie perdute da
tempo e a proporre valori sbiaditi e stracciati (leggi: Arcigay),
dall’altro associazioni che, nel tentativo di occupare quel posto di
prestigio nazionale che l’Arcigay ha avuto – e che ha perso – si
fanno alfieri delle battaglie del futuro sbandierando richieste sì
giuste, ma altrettanto certamente impossibili.
Nell'ultimo comunicato il Mario Mieli, propone tre obiettivi
da raggiungere per la nuova stagione di lotta per i diritti delle
persone GLBT: il primo è la promulgazione di una legge
anti-dicriminazione, il secondo sono i matrimoni omosessuali,
eventualmente con adozioni, e il terzo è l’accettazione della
prossima legge sulle coppie di fatto, anche se minima.
Cosa dire? Il proposito è buono, gli obiettivi sono ottimi,
ma non sembra di scorgere una nuova strategia: è come vedere
un’anziana signora vestirsi coi panni di un’adolescente… e la
richiesta del matrimonio, del tutto immatura per i tempi, rischia,
caduti i PACS, di essere il tormentone del movimento per i prossimi
trent’anni.
È giusto che in questo periodo di transizione e di ricerca di
una nuova strategia ognuno dica la sua, ed è anche prevedibile che
ci saranno parecchi incontri e scontri, unioni e scioglimenti. Noi
proponiamo di abbandonare per un po’ gli obiettivi altamente
simbolici (come il matrimonio e le coppie di fatto), dove la
resistenza è più agguerrita e quindi la lotta più intensa, per
dedicarci a qualcosa che si possa ottenere più facilmente e
soprattutto che sia più utile: una buona legge contro le
discriminazioni.
La strategia è quella di far approvare una legge talmente
buona che alla fine, una volta approvata, i matrimoni omosessuali
dovrebbero essere una conseguenza quasi “costituzionale” o “legale”;
inoltre, la cosa non si dovrebbe fermare solo ai matrimoni, ma
dovrebbe potersi applicare anche sul posto di lavoro, negli ospedali
e in tutti quei luoghi in cui le persone GLBT (ma, anche qui, non
solo loro) sono oggetto di discriminazione – e quindi anche nel
parlamento o nelle chiese.
Non meriterebbe menzione la “Piattaforma del movimento LGBT
italiano” proposta dall’Arcigay (e sottoscritta da Arcilesbica, MIT,
Crisalide Azione-Trans e altri) che è semplicemente la
rielaborazione verbale dell’appello del movimento GLBT ai candidati
alle primarie dell'Unione.
Quel documento unitario del movimento è stato ignorato
dall’Arcigay a favore dell’ennesima manifestazione per il PACS, ed è
curioso che alcune delle associazioni che hanno sottoscritto
l’Appello diano ancora il fianco all’Arcigay dopo che quest’ultima
ha calpestato le loro richieste pre-elettorali.
Nel mese di aprile la nostra associazione ha formulato una
proposta di incontro con tutte le realtà, per confrontarsi,
discutere ed elaborare un manifesto politico comune.
Non abbiamo avuto alcune proposte, ma solo richieste di
adesione: tutto questo dimostra come il documento unitario delle
primarie sia stato un incidente di percorso, visto che è palese la
volontà di fare tutto da soli. Sarà per questo che in Italia il
movimento GLBT conta meno di niente?
Noi proponiamo un solo obiettivo per le prossime lotte
politiche anche perché il movimento italiano, dopo tanti anni di
lotta sfiancante, ha bisogno finalmente di vedere che le sue energie
non sono state sprecate per niente.
Abbiamo tutti bisogno di una vittoria.
