Giugno 2006

 

La solita cattiva e l'insolita buona

Per molto tempo sono stato uno di quelli che ha considerato le relazioni omosessuali come "gravi depravazioni"... salvo poi essere uno di questi depravati... dopo anni di frustrazioni, pentimenti, astinenze, sono esploso... e ho cominciato ad essere me stesso.
Continuo a considerarmi un cristiano cattolico, ma non posso fare a meno di essere critico verso la Chiesa: mi sono informato un po' e Gesù Cristo, sul quale si fonda il nostro Credo, non ha mai condannato l'omosessualità in quanto tale. Riguardo agli altri riferimenti biblici, è da sottolineare che condannate sono solo le relazioni sessuali frutto di un non-amore... violenza, sopraffazione, abuso, non si considera mai negativo l'affetto omosessuale e una libera relazione paritaria tra due uomini. Gli esempi che la Bibbia riporta sono piuttosto eloquenti.
Capitolo a parte sono le Lettere di Paolo, il quale, ricordo che afferma che tutti dovrebbero astenersi dai rapporti sessuali e che solo se non si riesce a resistere si può prendere moglie. Ora, mi chiedo, se tutti avessero seguito il suo pio consiglio il genere umano si sarebbe estinto lì e sarebbe andata in vacca tutta la teoria dei "rapporti secondo natura" della Chiesa. Io intravedo una contraddizione e voi?
Chiederei come mai non si segnala anche il Levitico, dove si elencano molti peccati con relative punizioni. Forse perchè in quel libro della Bibbia è prevista la condanna a morte per una serie di cose che oggi considereremmo ridicole?
Ecco, smettiamola di prendere come metafore e particolarità del tempo le cose che ci fanno comode e per oro colato quelle che vogliamo usare per ribadire i concetti a noi cari.
Io, da credente, mi sono reso conto che la Chiesa non può ammettere e riconoscere un amore omosessuale per il semplice motivo che cadrebbe tutto il suo concetto di società basata sulla famiglia. Se essere omosessuali fosse una cosa naturale, si dovrebbe seguirla questa tendenza e dimostrare il proprio affetto anche attraverso rapporti sessuali. Ciò metterebbe in crisi l'istituzione matrimoniale, il concetto del sesso, tabù prima del matrimonio e da vivere con temperanza dopo, e tutta una serie di valutazioni che oggi seguono coloro che hanno bisogno di regole per colmare le proprie insicurezze, quelli che preferiscono non pensare con la propria testa seguendo concetti che la Chiesa afferma derivare dalla "Tradizione" tramandata nei secoli,ma che rifiuta di aggiornare, anche intavolando una seria discussione con esperti e rappresentanti.
Se ci fate caso, nei documenti ufficiali e nello stesso catechismo si cita "il rapporto omosessuale"...
sempre e solo quello... come se essere omosessuale fosse solo un dare o prendere nel didietro. Essere g.a.y. (good as you) è qualcosa che va oltre il sesso.... e mi sembra ci sia una "sessuofobia" antica in alcune frasi... sentite come suonano? Non vi sembra di scorgere l'odore solenne e tristo dell'abazia del Nome della rosa?
Ecco, io in quella Chiesa che condanna ciò che sono e che faticosamente sto accettando non posso credere. In quella Chiesa che "usa" Gesù per fargli esprimere concetti che in realtà non sono mai usciti dalla Sua bocca non posso riconoscermi.
Lo so che è comodo credere e prendere per buono ciò che dice il catechismo. E' facile, semplifica la vita rendendo tutto come un'equazione a due incognite, risolte le quali non c'è più nulla da sapere. Il problema è che la vita e l'uomo non sono così, e la realtà è molto più complessa, diciamo un'equazione a 10 incognite, tutte da gestire e risolvere contemporaneamente.
In attesa che qualcuno mi chiarisca cosa c'è di sbagliato nell'amare un uomo che ricambia il mio affetto, nel desiderare un compagno quando la Chiesa mi invita a restare da solo a vita (adesso non possiamo neanche più farci preti. Soli ed emarginati, questo è il nostro destino), io ho scelto di accettarmi per quello che sono, senza vergognarmi più dell'attrazione che nutro per un ragazzo e senza sentirmi in colpa se dimostro il mio amore anche attraverso la sessualità.
Non pensate che sia semplice e piacevole la vita di un gay... se tutti noi avessimo potuto scegliere avremmo optato per una comoda eterosessualità, invece di dover lottare quotidianamente contro una società che ci teme e cerca di tenerci nascosti.
Sapete una cosa? La volete sapere tutti? Da quando ho scelto di vivere per quello che sono, come Dio mi ha fatto, per la prima volta in tutta la mia vita mi sento libero davvero, sereno e sicuro di me, in pace con il mondo e con Dio come viene promesso proprio in quei Sacri testi che tu citi... e già, che il segreto della Bibbia sia un invito ad amare gli altri solo se in primis abbiamo imparato ad accettare noi stessi e a fare di ciò che siamo un mondo nuovo da donare?
Che ne pensate ? Non citatemi passi biblici, per favore, usate il cervello e dite la vostra... qualunque essa sia!

neroinchiostro.splinder.com