La natura della libertà
"Tu sei libero di seguire il Signore e ti devi liberare della zavorra che hai per poter essere te stesso", mi diceva spesso il mio
ex-padre spirituale. Io dovevo liberarmi di me stesso, delle tentazioni, quindi del sesso e del mondo per poter guardare all'essenza
delle cose. E l'essenza è Dio, quello descritto dalla Chiesa.
Un concetto di libertà che si scontra radicalmente con quello che recita: "libero di fare ciò che vuoi", oppure "la tua libertà finisce dove inizia quella degli altri", che è quello più attaccato da Ruini e compagni e messo al bando dall'attuale gerarchia cattolica con la definizione "deriva relativista". Per non essere "relavitisti" dobbiamo essere tutti alla ricerca della verità, dell'unica Verità, quella con la V maiuscola, che si identifica in una Persona rivelata da un'autorità costituita e incapace di errare.
E se la Chiesa indica la via, chi decide di non essere sulla stessa strada è in errore e quindi passibile di critica. Niente dialogo, confronto, certi "valori non sono negoziabili" amano dire Ratzinger e Ruini. Non si discute di Pacs, per esempio, di omosessualità, perchè tutto è contronatura e un attacco all'unica, sola, vera famiglia: quella eterosessuale.
Libertà come straccio per pulire le sozzerie vomitate da chi, come le deboli e separate associazioni gay, chiedono, bisbigliando, diritti per gli omosessuali, e tutti quelli che osano provare a parlare di uguaglianza, di amore, di legislazione. E libertà come cenere con la quale cospargersi il capo, prima di inginocchiarsi davanti alle idee ecclesiali in tema di morale e utilizzarle a puro scopo elettorale o per attaccare la controparte politica. In nome della libertà si afferma che Ruini ha ragione, che bisogna difendere la famiglia e impedire che questi finocchi ottengano qualche diritto, perchè, attenzione, se fanno i Pacs, poi chi cazzo si sposa più?
E io mi chiedo: ma quanto sono solidi i valori cattolici se basta una minima tutela della coppia di fatto a far sì che i giovani catecumeni mollino le parrocchie a favore dei Pacs? Quanto gli italiani sono cristiani? Sono pochi quelli che vanno a Messa la domenica, ma di questi, quanti si possono annoverare tra i seguaci di precetti quali il "no sesso prima del matrimonio", "no masturbazione", "no preservativo" e così via?
Libertà di fingere, dunque, di essere ipocriti. E in nome di Qualcuno su in alto, che poco ha a che fare, secondo me, con una Chiesa così pronta a voltare le spalle a chi chiede aperture e comprensione. Gli italiani sono diversi da ciò che mostra la tv, non sono più così provincialotti e borghesucci, non votano Dc perchè i comunisti magiano i bambini. Il potere di ingerire nello Stato non è dato alla Chiesa dai cittadini, ma in quei politici che temono un'influenza che, di fatto, non c'è da tempo.
Io ho un'idea: distinguiamo la tutela delle coppie di fatto. Per le coppie etero propongo una tutela privatistica dei diritti, visto che per loro c'è già il matrimonio che disciplina l'unione, mentre per le coppie gay, le più discriminate in quanto non hanno alcuna forma di riconoscimento, un matrimonio specifico, che riconosca dinanzi alla società che quel tipo di unione è amore e in quanto tale va riconosciuta e tutelata.
Immagino lo scandalo dei prelati e dei politici finto-cattolici-tutti-divorziati. "Bestemmia", "deriva diabolica" e tutte quelle frasi tipiche di un repertorio ormai consolidato. Del resto, ci manca poco che sia la Chiesa a far le leggi, e allora sì che sarebbero dolori. Fortificati da un'attenzione mediatica spasmodica, Ruini e Ratzinger stanno alzando il tiro infatti, ormai si rivolgono direttamente ai partiti, chiedono leggi precise e diventano, di fatto, un movimento politico. Non più discorsi sui valori, per spiegare, o tentare quantomeno, quali valori sono alla base della morale cattolica, ma solo gelidi ammonimenti.
Il problema è che la morale cattolica in tema sessuale poggia sulla sabbia. Il messaggio biblico è distorto al fine di adeguarsi alla filosofia paolina e tommasiana, quella di una Tradizione che ha dato alla Chiesa il potere di mettere al rogo e di processare, di confondere potere temporale e quello spirituale. Perchè alla base di tutto c'è sempre e comunque una questione di potere, di squallido, viscido, diabolico, dominio sugli altri.
Il gioco è tutto lì, in quel "possesso" che Gesù aveva con forza rifiutato e condannato. E' la Chiesa ad avere le mani sporche, intrise di omertà, discriminazione e censura, non quegli omosessuali che con le estremità hanno accarezzato dolcemente il loro innamorato.
Un concetto di libertà che si scontra radicalmente con quello che recita: "libero di fare ciò che vuoi", oppure "la tua libertà finisce dove inizia quella degli altri", che è quello più attaccato da Ruini e compagni e messo al bando dall'attuale gerarchia cattolica con la definizione "deriva relativista". Per non essere "relavitisti" dobbiamo essere tutti alla ricerca della verità, dell'unica Verità, quella con la V maiuscola, che si identifica in una Persona rivelata da un'autorità costituita e incapace di errare.
E se la Chiesa indica la via, chi decide di non essere sulla stessa strada è in errore e quindi passibile di critica. Niente dialogo, confronto, certi "valori non sono negoziabili" amano dire Ratzinger e Ruini. Non si discute di Pacs, per esempio, di omosessualità, perchè tutto è contronatura e un attacco all'unica, sola, vera famiglia: quella eterosessuale.
Libertà come straccio per pulire le sozzerie vomitate da chi, come le deboli e separate associazioni gay, chiedono, bisbigliando, diritti per gli omosessuali, e tutti quelli che osano provare a parlare di uguaglianza, di amore, di legislazione. E libertà come cenere con la quale cospargersi il capo, prima di inginocchiarsi davanti alle idee ecclesiali in tema di morale e utilizzarle a puro scopo elettorale o per attaccare la controparte politica. In nome della libertà si afferma che Ruini ha ragione, che bisogna difendere la famiglia e impedire che questi finocchi ottengano qualche diritto, perchè, attenzione, se fanno i Pacs, poi chi cazzo si sposa più?
E io mi chiedo: ma quanto sono solidi i valori cattolici se basta una minima tutela della coppia di fatto a far sì che i giovani catecumeni mollino le parrocchie a favore dei Pacs? Quanto gli italiani sono cristiani? Sono pochi quelli che vanno a Messa la domenica, ma di questi, quanti si possono annoverare tra i seguaci di precetti quali il "no sesso prima del matrimonio", "no masturbazione", "no preservativo" e così via?
Libertà di fingere, dunque, di essere ipocriti. E in nome di Qualcuno su in alto, che poco ha a che fare, secondo me, con una Chiesa così pronta a voltare le spalle a chi chiede aperture e comprensione. Gli italiani sono diversi da ciò che mostra la tv, non sono più così provincialotti e borghesucci, non votano Dc perchè i comunisti magiano i bambini. Il potere di ingerire nello Stato non è dato alla Chiesa dai cittadini, ma in quei politici che temono un'influenza che, di fatto, non c'è da tempo.
Io ho un'idea: distinguiamo la tutela delle coppie di fatto. Per le coppie etero propongo una tutela privatistica dei diritti, visto che per loro c'è già il matrimonio che disciplina l'unione, mentre per le coppie gay, le più discriminate in quanto non hanno alcuna forma di riconoscimento, un matrimonio specifico, che riconosca dinanzi alla società che quel tipo di unione è amore e in quanto tale va riconosciuta e tutelata.
Immagino lo scandalo dei prelati e dei politici finto-cattolici-tutti-divorziati. "Bestemmia", "deriva diabolica" e tutte quelle frasi tipiche di un repertorio ormai consolidato. Del resto, ci manca poco che sia la Chiesa a far le leggi, e allora sì che sarebbero dolori. Fortificati da un'attenzione mediatica spasmodica, Ruini e Ratzinger stanno alzando il tiro infatti, ormai si rivolgono direttamente ai partiti, chiedono leggi precise e diventano, di fatto, un movimento politico. Non più discorsi sui valori, per spiegare, o tentare quantomeno, quali valori sono alla base della morale cattolica, ma solo gelidi ammonimenti.
Il problema è che la morale cattolica in tema sessuale poggia sulla sabbia. Il messaggio biblico è distorto al fine di adeguarsi alla filosofia paolina e tommasiana, quella di una Tradizione che ha dato alla Chiesa il potere di mettere al rogo e di processare, di confondere potere temporale e quello spirituale. Perchè alla base di tutto c'è sempre e comunque una questione di potere, di squallido, viscido, diabolico, dominio sugli altri.
Il gioco è tutto lì, in quel "possesso" che Gesù aveva con forza rifiutato e condannato. E' la Chiesa ad avere le mani sporche, intrise di omertà, discriminazione e censura, non quegli omosessuali che con le estremità hanno accarezzato dolcemente il loro innamorato.