Ottobre 2006

Mi sono innamorato di te

"mi sono innamorato di te", "ti amo", "mi sto innamorando di te", quante volte ho sentito queste frasi nella mia vita e quante altre volte le sentirò!
Via SMS, al telefono, per lettera, dopo aver fatto l'amore la gente dice queste frasi, ma quanti di noi pensano sul serio all'importanza e alla solennità di queste parole?
Forse bisognerebbe tornare alle origini e cercare la definizione di "amore"...impegno arduo! Tutta la filosofia per secoli ha tentato di definire ciò che razionale non è, con parole che potessero ingabbiarlo e classificarlo. Allora, non potendo definirlo, potremmo cercare di riconoscere gli effetti che produce, come se fosse una patologia rara. Occhi brillanti, farfalle nello stomaco, voglia irrefrenabile di stare costantemente col proprio "amante", colui che si ama, intendo, camminare otto metri sopra il cielo... questi sono i sintomi che la letteratura ci tramanda. Ma ovviamente i sentimenti producono emozioni diverse in ogni persona. Allora procediamo per esclusione:
cos'è l'amicizia?
È un sentimento complesso che nasce sulla base di comunanza di interessi, progetti e si alimenta sul confronto costante, sulla complicità, la fiducia, la confidenza, il mutuo soccorso, ecc, ma una costante dell'amicizia è l'esclusione del sesso...niente sesso, non si va a letto... se due persone fanno sesso o provano attrazione sessuale l'una per l'altra, ergo non sono amiche, sono altro!
Poi c'è la passione.
Intendo quel forte concentrato di emozioni che invadono una persona fino a travolgere e annullare, a volte, il controllo razionale. Una caratteristica fondamentale della "passione per una persona" è il carattere temporaneo, il cosiddetto "fuoco di paglia" che si spegne dalla sera alla mattina senza una ragione razionale se non una presa di coscienza casuale. Quando, invece, la passione continua, può diventare fissazione e ossessione. Preferisco non parlarne, anche se ne avrei da dire!
Quindi cos'è l'amore? Sono trent'anni che me lo chiedo! Non è passione, non è amicizia mista a sesso... e allora continuo la mia ricerca sul campo... beh, ricerca divertente!
In tutta la mia vita ho detto solo una volta "ti amo" e dopo sette anni il rapporto è finito per il riconoscimento della mia omosessualità. Da allora per me è difficile dire "ti amo", ho un blocco e non capisco la gente che lo dice con troppa facilità e superficialità.
Per non parlare di chi non riesce ad accettare i propri sentimenti... parlo delle persone con un ammasso litico al posto del cuore, di quelli che non diranno mai di amare qualcuno perché non riescono ad ammetterlo a se stessi. Il mio primo partner era così, per lui eravamo amici... particolari.
Insomma ce n'è per tutti i gusti: chi dice "ti amo" in continuazione per forte insicurezza, chi lo dice per convincere se stesso, chi lo dice anche se non lo prova e poi chi non lo dirà mai per troppa durezza e chi non lo dice perché non lo riconosce o non lo sa riconoscere e chi non osa dirlo per proteggere se stesso.
Bisognerebbe cercare di lavorare molto su noi stessi, indagando dentro di noi, prima di comunicare all'altro il proprio amore... troppo presto o troppo tardi!
Il mio sogno ricorrente? Un bel tramonto in spiaggia, una spiaggia deserta, il mare calmo che si colora dei caldi aranci e rossi del sole che si spegne nelle sue acque, due corpi abbracciati, immobili a godere di questo panorama naturale. Uno dei due volge la testa verso l'altro e col cuore che batte tanto da preannunciare un infarto dice "ti amo!". L'altro immerso in un intenso dialogo col proprio cuore, risponde con un sorriso raggiante "anche io ti amo!".
Mi sono innamorato di te... Ti amo...!

Giorgio