AIDS: il guanto della sfida
Per qualche tempo, la medicina ufficiale in tutto il mondo occidentale pensò che l'AIDS fosse una malattia che affliggeva
solamente gli omosessuali, tanto che inizialmente fu chiamata GRID (Gay-Related Immuno-Deficiency: Deficienza Immunologica
Collegata all'Omosessualità). Con sadiche descrizioni i dottoroni raccontavano di come, secondo i loro studi attendibilissimi, un
unico omosessuale sieropositivo era capace di avere più di trecento rapporti in un'unica notte, infettando così trecento altri
omosessuali che a loro volta ne infettavano altri trecento, e così via...
Poi, con l'allargarsi dell'epidemia a tutte le fasce della popolazione in tutti i luighi del pianeta, i dottoroni ebbero modo di ricredersi, e da allora la GRID fu chiamata AIDS.
Le cattive abitudini sono dure a morire, e molti, ancora oggi, affermano con odio che l'AIDS è la malattia dei froci, oppure che è la punizione divina per gli omosessuali o altre cazzate del genere.br> La dilagante omofobia dei primi anni del contagio costrinse le associazioni Gay, Lesbiche, Bisessuali e Transessuali a organizzare una "controffensiva" ugualmente potente, che si basasse sull'informazione e sulla prevenzione (famossissimo è lo slogan di quei tempi Silence is Death, «tacere è morire»).
Ancora oggi, in ogni parte del mondo occidentale, sono quasi solo le organizzazioni GLBT che si impegnano in campagne di informazione, prevenzione e lotta all'AIDS, come se l'AIDS e l'HIV le riguardassero più da vicino, fossero "cose loro".
E invece no. Oggi sappiamo che l'AIDS non è "cosa da froci", ma riguarda tutti, proprio tutti.
Ed è per questo motivo che, adesso, noi del Jonathan - Diritti in movimento lanciamo una sfida, o un invito, a tutte le associazioni presenti sul territorio abruzzese, di qualunque tipo esse siano: organizzare una grande manifestazione per il 1^ dicembre 2007, giornata mondiale di lotta all'AIDS.
Poi, con l'allargarsi dell'epidemia a tutte le fasce della popolazione in tutti i luighi del pianeta, i dottoroni ebbero modo di ricredersi, e da allora la GRID fu chiamata AIDS.
Le cattive abitudini sono dure a morire, e molti, ancora oggi, affermano con odio che l'AIDS è la malattia dei froci, oppure che è la punizione divina per gli omosessuali o altre cazzate del genere.br> La dilagante omofobia dei primi anni del contagio costrinse le associazioni Gay, Lesbiche, Bisessuali e Transessuali a organizzare una "controffensiva" ugualmente potente, che si basasse sull'informazione e sulla prevenzione (famossissimo è lo slogan di quei tempi Silence is Death, «tacere è morire»).
Ancora oggi, in ogni parte del mondo occidentale, sono quasi solo le organizzazioni GLBT che si impegnano in campagne di informazione, prevenzione e lotta all'AIDS, come se l'AIDS e l'HIV le riguardassero più da vicino, fossero "cose loro".
E invece no. Oggi sappiamo che l'AIDS non è "cosa da froci", ma riguarda tutti, proprio tutti.
Ed è per questo motivo che, adesso, noi del Jonathan - Diritti in movimento lanciamo una sfida, o un invito, a tutte le associazioni presenti sul territorio abruzzese, di qualunque tipo esse siano: organizzare una grande manifestazione per il 1^ dicembre 2007, giornata mondiale di lotta all'AIDS.