Aprile 2007

La lettera

Cara redazione di Jonathan,
certamente sarete stati sommersi da messaggi sulla trasmissione di giovedì scorso, e neanch'io resisto alla tentazione di dire la mia in proposito.
La penosa performance dell'on. Mastella, ministro di un importantissimo dicastero della ns. Repubblica, ha dimostrato una volta di più quanto la nostra classe politica sia impreparata ed assolutamente non all'altezza delle richieste che vengono dalla società civile. Vedere un politico navigato e, ahimè di successo, soccombere e sparire letteralmente di fronte ad un ragazzino omosessuale di 21 anni che rivendicava con fermezza e splendida maturità i suoi diritti di cittadino della Repubblica, è stato per me uno spettacolo insieme gustoso e tristissimo.
La mia posizione in merito non è assolutamente partigiana: sono una eterosessuale regolarmente sposata con prole,da quasi 25 con la stessa persona, una donna che ha rinunciato ad una promettente carriera per dedicarsi alla cura della famiglia. Sono una persona talmente "normale" da rappresentare ormai la vera trasgressione! E da persona "normale" vorrei che qualcuno mi spiegasse finalmente, in maniera inconfutabile, perchè mai nel nostro Paese l'estensione dei diritti ad una categoria dovrebbe automaticamente significare l'eliminazione degli stessi ad altre che già ne godono!Ma perchè riconoscere lo stato di famiglia ad una coppia Omosessuale dovrebbe mettere in crisi la famiglia tradizionale o minarne i valori?
Perchè si dimentica continuamente che la tanto decantata famiglia è spesso luogo di indicibili sofferenze per donne e bambini?
Ho un gran rispetto per il sentimento religioso dei credenti, ma vorrei ricordare che non viviamo, per fortuna, in uno stato teocratico, e che le leggi dello Stato devono riguardare e tutelare tutti i suoi cittadini. Ci saranno pure in Italia dei non cattolici che lavorano e pagano le tasse, ed hanno diritto ad avere delle leggi che li tutelino! Certamente nessuno obbligherà mai dei cattolici a convivere, o a scegliere un rapporto omosessuale, non vedo perchè dovrebbe invece avvenire il contrario! Il vero problema non lo si risolve neanche con i Dico, che sono una mezza specie di soluzione all'italiana, che non ha il coraggio di affrontare il problema vero: va riconosciuto il diritto di matrimonio alle coppie omosessuali, dando alla loro unione la dignità di famiglia. Ci riteniamo una società matura e civile, quando smetteremo allora di incasellare e catalogare le persone in base a stereotipi preconfezionati?
Ma perchè dobbiamo ritenere le persone più o meno meritevoli di diritti in base al loro colore della pelle o al loro gusto sessuale? Ma perchè io, che sono madre, dovrei ritenere mia figlia deviata o malata o addirittura dovrei farle venir meno il mio rispetto ed il mio amore se dovesse dirmi di essere omosessuale? Lei non sarebbe più per me la stessa splendida ragazza con la quale ho la fortuna di avere uno splendido rapporto?
Credo che sia proprio giunto il momento per il nostro Paese di darsi un bello scossone e di cominciare a pensare anche alla cancellazione definitiva dei Patti Lateranensi, orpello e legaccio insopportabile per un Paese che deve diventare moderno, civile e multietnico, nel rispetto di tutti.
Con buona pace di tutti i nostri politici che, dall'alto dei loro divorzi dorati e benedetti dal Pontefice,si ergono a difensori delle Itale Sacre Famiglie! Con la speranza di continuare a godere della trasmissione ringrazio per l'attenzione,

Antonella