Aprile 2007

Io, parroco di provincia non capisco questa chiesa

Ciò che sta avvenendo è grave e non so quanta avvertenza ci sia da parte del mondo cattolico. Mi riferisco alla nota della Cei.
La situazione è talmente grave che non possiamo non gridare anche noi. Se non parliamo noi, figli del Concilio, grideranno le pietre. Siamo alla talebanizzazione della chiesa. Una chiesa che si autoidentifica con il "clero" peggio ancora con la "gerarchia", che non ha occhi per vedere se non se stessa.
L'ammonimento che "tutti i cristiani devono ascoltare la chiesa" sovverte il concetto stesso di chiesa e mortifica il ruolo dei laici in essa. Non più quindi la Chiesa come popolo di Dio che i pastori sono tenuti ad ascoltare e servire, ma un popolo di minorenni incapaci che devono solo ascoltare ed eseguire. Così in questa involuzione a precipizio, la gerarchia viene dispensata dall'ascolto e al popolo viene tolta la parola.
A questo desolante scenario corrisponde, in campo politico e sociale, un atteggiamento omertoso e interessato di personaggi usi all'adulazione.

Aldo Antonelli
Parroco di Antrosano (AQ)
dalle Lettere di Repubblica - 01/04/2007