Agosto 2007

Baciamoci

Sul caso dei due ragazzi denunciati per atti osceni in luogo pubblico si è fatto un gran parlare e sono state scritte fiumi di parole. Basta fare una ricerca con Google che vengono fuori decine e decine di interventi, prese di posizioni, analisi, riferimenti all'articolo 527 del codice penale (chiunque in luogo pubblico e aperto o esposto al pubblico, compie atti osceni è punito con la reclusione da tre mesi a due anni) e relative interpretazioni del concetto di "atto osceno". Dure le prese di posizione di Associazioni Glbt e opinionisti vari su quanto accaduto, proprio mentre la Cassazione sanciva con una sentenza che "l'omosessualità è espressione del diritto alla realizzazione della propria personalità senza condizionamenti e senza restrizioni". Decisamente il nostro è un Paese strano: all'assoluta mancanza di leggi che tutelino i diritti delle persone omosessuali (leggi contro la discriminazione per orientamento sessuale, matrimonio per le coppie formate da persone dello stesso sesso, possibilità di adozione, ecc ecc) si aggiunge che alcune leggi vigenti vengano interpretate ed applicate solo a scapito degli omosessuali; a nessuno, infatti, verrebbe in mente di denunciare per atti osceni una coppia di eterosessuali che si bacia in pubblico, pur ammettendo che un bacio possa essere annoverato tra gli "atti osceni"...Doppia discriminazione dunque: mancanza di tutela per i propri diritti e persecuzione per "reati" che normalmente non vengono considerati tali. Questo è troppo! Di fronte a questa situazione paradossale è necessario che ognuno di noi prenda in mano la propria vita e, a prescindere da quelle che sono leggi, regole sociali e autocensure, inizi un percorso di libertà o, meglio ancora, di autoliberazione che parta dalla coscienza di ciò che si è, dalla determinazione di veder realizzati i propri legittimi desideri, dalla sacrosanta tutela dei propri diritti all'affettività, all'amore e ad essere sé stessi. Basta piangersi addosso e sentirsi sempre e comunque vittime di un sistema assolutamente castrante e repressivo. E' arrivato il giorno in cui ognuno di noi deve assecondare le proprie "urgenze affettive": se sto con il mio compagno per strada ed ho voglia di prendergli la mano o abbracciarlo devo farlo, perché aspettare di tornare a casa o comunque in un luogo protetto per poterlo fare? Certo, qualche idiota potrebbe darmi del frocio o addirittura aggredirmi, ma è un rischio che bisogna correre se veramente vogliamo che in questo strano Paese qualcosa inizi a modificare. Il prezzo più grande che paghiamo per le nostre vite è la rinuncia: rinuncia ad esprimere i nostri sentimenti, rinuncia ad esprimere la nostra affettività, rinuncia ad esprimere noi stessi ed a farci rispettare. E' un prezzo troppo alto: ciò del quale ci priviamo nessuno ce lo restituirà. Abbiamo una sola vita e questo ci dà diritto di viverla nel modo più completo e pieno possibile. Un giorno, forse lontano, anche nel nostro Paese avremo una legge che tutelerà i nostri diritti e ci riconoscerà pari dignità. Ma le nostre vite sono adesso, non possiamo lasciar decidere ad altri quando e come potremo essere liberi di essere noi stessi, non possiamo delegare agli altri la realizzazione dei nostri sogni. I nostri diritti nascono con noi e dobbiamo pretendere che siano rispettati.