Beth Ditto
In Italia non la conoscono in pochi, sia perché è da poco tempo che è salita alla ribalta, sia perché il suo genere musicale, il punk, non è un
fenomeno popolare, ma questa ragazza sta spopolando in Inghilterra e negli USA.
Voce divina e ottime canzoni non sono le sue uniche caratteristiche, perché Beth Ditto è molto di più. Bassa e grassa (1,57m x 99kg), nei suoi concerti fa quello che fanno le sue colleghe belle e magre: rimane in mutande e reggiseno, mostrando con orgoglio i suoi rotoli di ciccia. Ma non è solo questo, perché Beth Ditto è una con le palle: invitata a cantare all'inaugurazione di un supermercato negli Stati Uniti, accetta, ma dopo aver fatto un giro all'interno, scopre che non ci sono vestiti della sua taglia, e allora se ne va. Punto e basta.
E poi è lesbica. E non lo va nascondendo o minimizzando: te lo sbatte proprio in faccia con le sue canzoni e coi suoi modi di fare. Sì, perché Beth non è solo lesbica dichiarata con una relazione con un transgender, ma è anche una attivista incallita e incazzata, e a tutti i suoi colleghi ha dedicato una canzone, Standing in the Way of Control (che dà anche il titolo all'ultimo album del suo gruppo, i Gossip), che li incoraggia a rimanere uniti e a continuare a lottare anche sotto l'amministrazione Bush, che vorrebbe vedere il diritto al matrimonio per gli omosessuali cancellato dai libri di storia.
Presentare questa cantante che si avvia ad avere fama internazionale (è stata eletta dalla prestigiosa rivista musicale inglese New Musical Express "persona più fica nel panorama del rock" nel 2006 e "donna più sexy del 2007") e a diventare un'icona per migliaia di giovani ragazze (lesbiche e non, grasse e non), dà l'idea di quanto siamo lontani noi italiani dall'avere figure simili. I nostri artisti affermati, se omosessuali, si dichiarano di rado, e non lo fanno mai apertamente ma alludono più o meno velatamente a un timida bisessualità. E nessuno di loro è un attivista dichiarato.
Voce divina e ottime canzoni non sono le sue uniche caratteristiche, perché Beth Ditto è molto di più. Bassa e grassa (1,57m x 99kg), nei suoi concerti fa quello che fanno le sue colleghe belle e magre: rimane in mutande e reggiseno, mostrando con orgoglio i suoi rotoli di ciccia. Ma non è solo questo, perché Beth Ditto è una con le palle: invitata a cantare all'inaugurazione di un supermercato negli Stati Uniti, accetta, ma dopo aver fatto un giro all'interno, scopre che non ci sono vestiti della sua taglia, e allora se ne va. Punto e basta.
E poi è lesbica. E non lo va nascondendo o minimizzando: te lo sbatte proprio in faccia con le sue canzoni e coi suoi modi di fare. Sì, perché Beth non è solo lesbica dichiarata con una relazione con un transgender, ma è anche una attivista incallita e incazzata, e a tutti i suoi colleghi ha dedicato una canzone, Standing in the Way of Control (che dà anche il titolo all'ultimo album del suo gruppo, i Gossip), che li incoraggia a rimanere uniti e a continuare a lottare anche sotto l'amministrazione Bush, che vorrebbe vedere il diritto al matrimonio per gli omosessuali cancellato dai libri di storia.
Presentare questa cantante che si avvia ad avere fama internazionale (è stata eletta dalla prestigiosa rivista musicale inglese New Musical Express "persona più fica nel panorama del rock" nel 2006 e "donna più sexy del 2007") e a diventare un'icona per migliaia di giovani ragazze (lesbiche e non, grasse e non), dà l'idea di quanto siamo lontani noi italiani dall'avere figure simili. I nostri artisti affermati, se omosessuali, si dichiarano di rado, e non lo fanno mai apertamente ma alludono più o meno velatamente a un timida bisessualità. E nessuno di loro è un attivista dichiarato.