Il caso Marrazzo ha riportato sotto i riflettori un argomento dimenticato. Volutamente rimosso. La condizione transessuale, nel nostro paese, è una realtà controversa e spesso censurata.
Pensiamo al caso Brenda: quante persone si saranno voltate dall’altra parte, al vedere le immagini televisive della trans (e non il trans) bruciata viva a Roma!
Già, interessa a pochi occuparsi di questi/e misteriosi/e transessuali, quasi come si trattasse di qualcosa fin troppo distante dalla propria quotidianità.
Le persone trans vivono tra noi, più numerose di quanto si pensi e comunque il numero non deve compromettere l’interesse e la serietà con la quale ci si interessa a loro.
Viados, uomini-donne, travestiti, deviati.. i media infangano quelle che più semplicemente sono persone alle quali ci si ostina ancora a non riconoscere un’identità... una diginità
Non tutti i trans si prostituiscono, eppure in queste ultime settimane le tv nazionali vogliono convincerci di questo riempiendo i palinsesti televisivi di prostitute per accendere dibattiti nei quali si associa l’immagine di una transessuale ad una persona che esclusivamente vende il suo corpo.
Quello degli uomini e donne trans è un dramma che sembra non avere fine: quotidianamente migliaia di transessuali si vedono rifiutare posti di lavoro, che potrebbero garantire loro una vita dignitosa e tanti vengono buttati via dal loro contesto familiare, perché causa di vergogna.
La prostituzione troppo spesso è l’unico modo per sostenersi economicamente, ma non è vero che tutti si prostituiscono.
Ci sono persone che, seppur con stento, sono riuscite a condurre una vita come gli altri, persone che hanno visto soddisfare il loro diritto al lavoro: questa dovrebbe essere l’unica soluzione!
Ma nessuno restituisce la vita ad una trentenne carbonizzata nella sua umile abitazione, nessuno potrà mai compensare le sofferenze e le ingiustizie che tante transessuali vivono sulla loro pelle, per essere nate in un corpo sbagliato. E poi gli interminabili dibattiti sulla natura biologica dei trans: scelta di vita o condizione innata? Domande che non hanno e non danno risposte.
Un popolo che alza polveroni mediatici su transessuali brasiliane, perché clandestine, perché “mezzi uomini”, perché “puttane” merita di essere considerato bigotto, retrograde e medioevale!
Non se ne può più di sentirsi ripetere che si tratta di persone malate, complessate e contronatura.
Persone che quotidianamente vengono prese a parole, calci, coltellate per strada: questi uomini e donne sono totalmente rigettati dalla società, e non dovremmo minimamente puntare il dito contro il loro stile di vita, se siamo noi la causa della loro emarginazione.
Quanti politici benpensanti si preoccupano di problemi minuziosi e quasi futili?!
Ce ne fosse uno che decidesse di farsi un giro nei quartieri ghetto delle città italiane.
Ce ne fosse uno che suonasse al campanello di qualche transessuale, preoccupandosi per il suo tenore di vita, per l’allarme gravissimo di transfobia che si respira.
Ce ne fosse uno che portasse in parlamento la voce soffusa e censurata di queste persone.
D’altro canto ai perbenisti interessa eccome suonare al loro campanello, ma per altri motivi.
Tornati a casa dalle famiglie basta poco per una doccia fredda e una scappata al family day!
Aprite le vostre menti e liberate il corpo.
Le persone transessuali fanno questo, e vederle libere nel corpo e nella mente è l’esempio più bello di quanto la natura possa essere generosa, soprattutto LIBERA.
Non soffochiamo la natura, lasciamola LIBERA!